Millemosche, cavaliere senza cavalcatura, è un mercenario
disertore che gira alla ventura con due compagni dal nome quanto
mai eloquente: Pannocchia e Carestia, in un Medioevo in cui l'alternativa
è morire di guerra o morire di fame. Animati da uno spirito
epico di grande comicità, questi tre cavalieri "di sventura"
ne passano di tutti i colori; battaglie, digiuni interminabili,
caccia disperata e inutile al cibo (e quando finalmente esso capita
a portata di mano pare un'allucinazione), avventure in convento,
falsi miracoli, soldataglie e truffatori. In attesa di tempi migliori,
sempre attenti a portare in salvo la propria pelle, Millemosche,
Pannochhia e Carestia cercano, come possono, di contrastare "la
forza delle cose" con la saggezza di chi è abituato
a difendersi dalle prevaricazioni dei più forti e dall’assurdità
degli eventi.
La tematica antieroica e antiautoritaria di questo esilarante racconto
che si riallaccia ai personaggi dei Gianbattista Basile, del Pulci,
al Bertoldo e persino al buon soldato Schweik è un efficace
controveleno ai contenuti più vieti e più retorici
di molta letteratura per ragazzi.