Produzione
Angelo Rizzoli per Erre Prod. Les films ariane Tfi Production Paris
Distribuzione
Penta Distribuzione (1990) - Pentavideo, Medusa Video (Pepite)
Regia
Giuseppe Tornatore
Soggetto
Giuseppe Tornatore
Sceneggiatura Giuseppe
Tornatore Tonino
Guerra Massimo
De Rita
Attori Marcello
Mastroianni - Matteo Scuro Michele
Morgan - signora in treno Valeria
Cavalli - Tosca Marino
Cenna - Canio Norma
Martelli - Norma Susanna
Schemmari - Angela Scuoro Gaia
Restivo Mariangela
Randazzo Roberto
Nobile - Guglielmo Matteo
Lo Liparo Giorgio
Li Bassi - Lo Didaro Fabio
Iellini - Antonello Gioacchino
Civiletti - capostazione Salvatore
Cascio - Alvaro Antonella
Attili - madre di Matteo Marcello
Mazzarella
Fotografia
Blasco Giurato
Musiche Ennio
Morricone Andrea
Morricone
Montaggio
Mario Morra
Scenografia
Nello Giorgetti
Costumi
Beatrice Bordone
Trama
Uomo di principi inderogabili, vedovo e pensionato, Matteo Scuro
è stato sempre attaccatissimo alla moglie Angela ed ai suoi
cinque figli, da molto tempo lontani, nel Continente. Egli decide
di fare un viaggio, lasciando la sua Castelvetrano, per andare a
far visita a loro dato che non sono venuti in Sicilia per una vacanza
collettiva. Ma il viaggio, mosso dall'affetto, si risolve in una
collezione di delusioni. Si reca prima a Napoli, dove gli dicono
che il figlio Alvaro è in viaggio. Quindi a Roma da Canio,
che immagina prossimo deputato, mentre quello è solo un modesto
funzionario di partito, addetto ad un parlamentare, cui fornisce
dati e discorsi. Poi a Firenze incontra la cara Tosca, che dovrebbe
aver avuto successo come attrice (ma in realtà non è
che una fotomodella che posa per la pubblicità di biancheria
intima e, in più, ha un bambino di cui ignora la paternità.
A Milano trova Guglielmo, già destinato alla grande musica,
il quale suona la grancassa in un complesso sinfonico ed è
insoddisfatto del suo lavoro. Infine a Torino s'incontra con Norma,
che lui crede faccia parte dello staff dirigenziale della SIP mentre
è solo un'addetta ai telegrammi via telefono ed è
in crisi coniugale. Quei figli (cui Matteo Scuro ha dato nomi altisonanti
della lirica, della quale è da sempre appassionato, più
tutto il proprio affetto) si sono tutti dovuti accontentare del
poco. Il peggio accade quando apprende da Canio e Guglielmo - convocati
per una grande tavolata a cui loro soli si presentano, - che Alvaro,
che doveva aver vinto un viaggio premio alle Maldive, è invece
scomparso in mare mesi prima. Nessuno dei suoi fratelli ne ha informato
il padre: ognuno vive alla meglio la propria vita, anche per non
turbare la vecchiaia del genitore, ingenuo e isolato, che ha fatto
il suo viaggio preceduto da un tam-tam telefonico dei suoi cari,
che via via si passavano la parola d'ordine del silenzio e delle
piccole e grandi menzogne. A parte il dolore e la cocente delusione,
Matteo Scuro non potrà mai ammettere con gli altri quella
che in fondo considera anche una sua personale e penosa sconfitta.
Ritornato in Sicilia sulla tomba dell'adorata moglie sommessamente
dice "Stanno tutti bene".
Note
Premio David 1991 per migliore musicista ad Ennio Morricone.