La popolarità è una qualità strana. Spessissimo
non si conquista in un lustro di lavoro sui libri e sui film. Accade
invece che si conquisti con uno spot televisivo, magari con più
di ottant’anni alle spalle. Così Guerra si altera non
poco, quando riconosciuto per strada da qualche parte d’Italia,
si sente dire: - “Ah, lei è il poeta dell’ottimismo!”
Oppure: - “C’è Tonino Guerra, l’ottimismo
è il profumo della vita!” Dopo oltre 120 film e una
ricchissima produzione poetica e narrativa, essere riconosciuto
per via della televisione e della pubblicità lo lascia perplesso
e amareggiato.
Gli spot televisivi per l’Unieuro lo hanno portato alla ribalta
e lo hanno reso noto alla grande massa, hanno fatto scattare imitazioni
in radio, tivù e su internet, con trasmissioni televisive
seguitissime grazie alla parodia dell’ottimismo. Ma questa
non è la sua prima esperienza pubblicitaria. Dopo essere
stato testimonial del Sangiovese di Romagna, incarico assegnatogli
dall’Enoteca regionale dell’Emilia Romagna che ha sede
nel Castello di Dozza, ha ideato spot per la Riello e per questa
azienda ha creato un suggestivo allestimento nell’ambito di
uno spazio espositivo all’interno della Fiera di Milano.
Attaccato da qualcuno per aver voluto, lui che è un poeta,
in qualche modo contaminarsi con la pubblicità, Guerra risponde
che anche i più grandi registi si sono cimentati in questo
campo senza nulla togliere al loro talento. Poi aggiunge, se viene
realizzata come lui sceglie di fare, cioè di ideare il tutto
fin dal primo momento, seguendo tutte le fasi nei dettagli, non
viene meno lo spirito artistico con cui è pensata. Con l’impegno
pubblicitario dimostra ancora una volta di essere un uomo che guarda
avanti, che sa stare al passo coi tempi, senza comunque rinunciare
alla sua autonomia decisionale e creativa.
E a proposito dell’ottimismo, nelle moltissime interviste
in tivù e sui giornali che su questo tema lo assillano continuamente,
le sue parole sono molto chiare. Prima racconta qualche brano di
storia della sua vita, il campo di concentramento, l’intervento
al cervello, poi spiega sempre che “è sempre meglio
portarsi con sé delle speranze, che è il caso di pensare
positivamente, che senza ottimismo il mondo si fermerebbe”.
E’ più che convinto di ciò che afferma perché
lo ha sperimentato, soprattutto nei frangenti più bui della
sua esistenza. “Tutti sperano che domani vada meglio, che
i figli non si ammalino, che le guerre finiscano. Queste sono le
radici dell’ottimismo e quindi devi tenerlo con te, per scaramanzia”.
Tratto da "Tonino Guerra - Il sorriso
della terra"
di Rita Giannini Ed. Veronelli, 2006