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  La sorgente dei desideri, Santarcangelo  

Santarcangelo di Romagna
La Sangiovesa
Grotta delle Colombaie

La Sorgente dei desideri

"A proposito di questo pozzo sepolto nelle grotte, si tramanda la storia di una giovane serva che si chiamava Penelope. Veniva tutti i giorni a riempire la caraffa per i signori Nadiani e lei, che non possedeva neanche uno specchio, si guardava nell’acqua limpidissima del pozzo.
Un giorno Penelope vide accanto alla sua faccia anche quella di un giovane operaio che in quel momento si stava specchiando nella cisterna del castello malatestiano in cima alle contrade. Allora si è capito che l’acqua sorgiva portava a galla anche i visi di chi si voleva sposare. E infatti Penelope si unì per tutta la vita a quel ragazzo lì. Magari la leggenda è vera e c’è speranza che valga anche per i giovani di oggi e sia per tutti l’acqua che rispecchia i desideri. "
Aprile 1992

Tonino Guerra

Alla sorgente che sgorga nelle viscere del Colle di Giove, proprio nella grotta tufacea detta delle Colombaie, Guerra ha dedicato questa bella favola. Ha per protagonista un donna che porta il nome di sua madre, la signora Penelope, da lui così amata e ricordata soprattutto per la sensibilità, la personalità forte, la determinazione e una straordinaria duttilità. A lei Guerra ha dedicato parole stupende. Tra queste: “ Mia madre era analfabeta. Le ho insegnato a scrivere. Ho letto il suo testamento nella casupola sulla sponda del fiume Uso, dove eravamo sfollati al tempo del fronte. Così era scritto sul foglio nascosto nell’astuccio di cartone dei suoi occhiali da vista: Lasio tutti i miei beni a mio marito da fare tutto quello che vole. Carabini Penelope”. E una recente poesia dal titolo E mi bà e la mi mà, (dal volume Qualcosa di noi) nel secondo capoverso recita: La mi mà la era pina d'òmbri / tra al pòighi de zinalòun / ch'u la ciutèva fina al cavéi / e li la t guardéva sa di occ / ch'l'era do stèli t'una piscòlla. (Mia mamma era piena di ombre / tra le pieghe del grembiule / che la copriva fino alle caviglie / e ti guardava con due occhi / che erano due stelle in una pozzanghera.)
Il testo della favola si incontra a fianco della sorgente e accanto alla vasca, sotto una volta, scende nel terreno un antico pozzo, a cui si ricorreva in tempo di pericoli e siccità.

Rita Giannini

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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