Antonio Guerra nasce Santarcangelo di Romagna 16 marzo del 1920.
E il più piccolo dei quattro figli di Penelope Carabini e
Odoardo Guerra. L'altro maschio, all'anagrafe Odoardo, a rinnovare
il nome del padre, detto Dino, ha nove anni più di lui, Maria
quattordici e Guerrina tredici. La sorella Maria racconta che Antonio,
alla nascita, pesa sei chili e ha già i denti.
Tutti lo chiameranno Tòni.
Lui si farà chiamare Tonino, così firmerà la
sua prima sceneggiatura e i libri dal '64 in poi.
Le strade della sua città sono bianche e polverose, attraversate
dai birocci, come quello della sua famiglia che vive di commerci.
Vende carbone, che va a prendere in montagna, dove porta frutta
e verdura. L'infanzia la trascorre in via Verdi, appena dietro la
piazza grande, intitolata al Papa Ganganelli che a Santarcangelo
ebbe i natali, dove si tiene il mercato settimanale e si fa festa
durante le fiere.
La fiera degli uccelli a settembre e quella dei "becchi"
a novembre, festa di San Martino, ereditate dall'antichità
a segnare significativi passaggi stagionali, profumati di trasgressioni
e aperti alle fantasmagorie del mondo.
Orsi e mangiafuoco, scimmie spelacchiate e cantastorie popolano
la piazza dedicata a Clemente XIV, dove alla sua gloria venne innalzato
il grande arco.
Al pomeriggio per strada, c'è la donna che vende le pere
cotte, unte di caramello, tenendole in un padellone in bilico sulla
testa.
Il piccolo Guerra ne va ghiotto e quell'immagine di donna lo accompagnerà
sempre.
La madre è molto devota, serve messa alla Chiesa del Suffragio,
di fianco all'ospedale, e recita il rosario e il latino.
Per il figlio è una "cantilena" e lui è
anche consapevole che Penelope non ne conosce il significato. Alla
sua domanda però la madre risponde: "Io non capisco
ma lui lassù sì".
In via Verdi c'è l'osteria ad Pirul da cui giungono arie
d'Opera e dove si gioca a bocce, che spesso vanno a sbattere contro
la porta di casa Guerra: è un rumore che tiene compagnia
e muove la fantasia del piccolo Antonio.
Ma ha anche un'altra caratteristica: è abitata da tanti giovani
che trovano ben presto la strada comune dell'arte. Diventa una fucina
in cui emergono i talenti del poeta, del pittore, del maestro del
ferro. Si chiamano Antonio Guerra, Federico Moroni, Giulio Turci,
Alfonso Giorgetti. [...]
[...] si sposa, con una giovane originaria di Savignano sul Rubicone,
si chiama Paola Grotti e ha vent'anni. Le nozze si celebrano a San
Marino il 10 gennaio del 1952. Il fidanzamento, forse per via della
giovane età della sposa, come Guerra rammenta, non è
stato subito facilitato ma il matrimonio arriva con i dovuti consensi,
compreso quello di uno zio della sposa che è un importante
prelato. [...]
[...] Nel '58 nasce Costanza, la figlia avuta dalla moglie Paola
e, nell'ottobre di tre anni dopo, è il 1961, arriva Andrea,
il secondogenito.
A Santarcangelo con la sua famiglia abita in via Antimino divenuta
poi via Togliatti, al numero 108. È in aperta campagna, non
lontano dall'antichissima pieve romanica. Il casolare che recupera
è ampio con tanto terreno intorno e una dépandance.
In città tutti trovano la scelta più che bizzarra,
in realtà Guerra percorre di gran lunga i tempi di un interesse
per la campagna e il mondo agreste che tarderà a venire.
[...]
Tratto da "Tonino Guerra - Il sorriso
della terra"
di Rita Giannini Ed. Veronelli, 2006