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Piove sul diluvio
Tonino Guerra
Anno
1997
Editore
Pietroneno Capitani
Mi piace credere fermamente alle cose cui non credo.
Ho bisogno di parole povere attorno a un fuoco o magari la presenza
misteriosa della natura.
La parola è soltanto il suono dello strumento che siamo
noi.
Qualche anno fa eravamo con Tarkovskij nel castello di San Leo
incantati ad ascoltare la legna che bruciava.
Tonino Guerra
Chi conosce bene Tonino Guerra; chi ha continuato a leggere bene
Tonino Guerra, pagina dopo pagina, nei suoi libretti pesanti come
pietre, sa che ad ogni incontro di lettura l'invito è di
salire con lui gradino dopo gradino verso una qualche profonda
e semplicissima (ma dimenticata) verità di vita.
La salita non è senza fatica (perchè anche le piccole
verità scoperte, riscoperte invischiano) ma è tuttavia
senz'affanno; anzi, la vista dall'alto incanta per continue sorprese.
E poi la sua verità, meglio: le sue verità sono
raggiunte ed elargite con una premura così cauta seppur
precisa, una leggerezza straordinariamente struggente e bruciante,
che incantano per il suono la vibrazione quasi angelicati, prima
ancora di convincere. Di voler convinvere.
Questo dunque non è un altro libro di Tonino Guerra, ma
un libro di Tonino Guerra. Un'opera che aggiunge radici all'albero
di cento anni, o di duecento anni, ch eper vivere continua a succhiare
umori dalla terra; da una terra gonfia di fervore. La vita. Libro
di meditazione e di canto continuamente sussurrato con implacabile
fermezza, e le pagine percorrono il tempo come le orme di un uomo
su un terreno dapprima innevato poi sgelato poi nel fervore bianco
o dorato di una estate sognata. E le orme non si cancellano ma
restano sempre come segni visibili, resistenti, indispensabili
per indicare ad altri il cammino.
Questo appartiene a quel genere di libri che - dopo letti - bisogna
ringraziare.
Robero Roversi
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