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Parole dei mesi
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sui totem |
Pizzini
Avvisi
Gli avvisi appartengono alla produzione guerriana dei primi
anni '80 e sono stati pubblicati da Maggioli Editore in forma di
poster nel luglio del 1981. Essi riportano indicazioni, suggerimenti
che il poeta vuole donare ai suoi concittadini e ai romagnoli, affinché
i colori e i profumi della terra di Romagna, vengano rispettati,
tramandati non solo nella memoria. Il tema del rispetto delle tradizioni
si lega a quello della salvaguardia della natura, di un ambiente
autoctono dove crescono tigli e ippocastani e non abeti di montagna,
dove fiorisco i ciliegi e si spande l'incanto colorato degli altri
alberi da frutto. Chi percorre le colline del cesenate e raggiunge
Longiano ora trova quel cartello che ha raccolto il suggerimento
del poeta: La valle dei ciliegi.
Manifesti
Dai Manifesti, lancia un grido di dolore e di speranza per salvare
il salvabile, valorizzare ciò che è rimasto e preservarlo
dall'indifferenza. E' qui che sa farsi anticipatore di tematiche
di cui si parlerà negli anni a venire, scagliandosi contro
gli egoismi, la paura, l'isolamento, l'incomunicabilità,
lo svilimento dei valori, la perdita degli ideali. "L'uomo
ha bisogno di aggrapparsi ad un aquilone, ha necessità
per vivere di un sogno collettivo, dobbiamo aiutare a ritrovarlo".
I manifesti voluti da Guerra, hanno accompagnato la rivista Il
Titolo, mensile di cultura e spettacolo edito da Maggioli
Editore. Riportano disegni del maestro, realizzati con i pastelli
ma anche suoi racconti, a volte indicazioni poetiche per la valle
del Marecchia e la Romagna. Si sostanziano in appelli affinché
sia salvato un paesaggio, una casa colonica, un cimitero, come
quello sulla punta estrema di San Giovanni in Galilea, che si
affaccia come un terrazzo sul mare. E ancora il lungo fiume, come
il Marecchia che vede i ciliegi diventare una nuvola bianca in
primavera attraversata da La Strada del cavallo.
Tra questi c'è il manifesto dedicato a Saiano, “Un
grido per una cosa bella” riportato nella scheda dedicata
alla Porta dei tramonti, che ha preparato il terreno al restauro
del Santuario della Madonna del Carmine.
"Ci sono …avvisi, bandi bellissimi nei secoli passati.
Bandi di guerra e di morte…ma anche notificazioni sulle
rose o sulle vipere…I manifesti di Tonino sono una festa
del cuore e degli occhi". Così Roberto Roversi nel
suo intervento poi apparso nel volume Tonino Guerra, Maggioli
Editore 1985, affermava con intramontabile ammirazione verso l'amico
poeta, precisando però che le sue parole andavano oltre
l'amicizia. "Mi impegno a cavar fuori umori reali da questi
grandi fogli…che vanno decifrati lentamente. E aggiungeva:
"Si guardano con piacere e soprattutto si leggono con emozione
per il dono rassicurante di un rapporto vitale, e ravvicinato,
con la parola.
Rita Giannini
Messaggi
I messaggi al Sindaco sono uno splendido dono d'amore del poeta
alla sua città, alla sua Santarcangelo, alla piazza grande
attorno alla quale ruota la vita cittadina. Ma sono anche un invito
ai sindaci, alle città e alle piazze di altre località
affinché si lavori per riappropriarsi di uno spazio collettivo
in cui ci si possa riconoscere, ci si possa ricondurre alla propria
identità, si possa riacquisire il senso di appartenenza
ad un paese, a una città, a una terra, a una cultura.
I messaggi, pubblicati nel 1988, sono uno stimolo per gli amministratori
non solo locali, che raccolgono idee in essi contenute. Tra queste
ne viene realizzata una che fa tanto parlare l'opinione pubblica.
Se ne occupa la stampa nazionale con grandi firme come quella
di Alberto Moravia, che scrive di quel ciliegio messo a dimora
proprio là in un angolo della piazza Ganganelli e mostra
l'incanto dei fiori e frutti ma anche il candore delle sue braccia
sotto la neve. L'anno seguente però, dai rami nudi che
avevano affrontato i venti invernali, non sbocciano più
né fiori e né foglie. La pianta è morta.
Rimane ancora un po’ e poi viene abbattuta. Qualche tempo
dopo quell'idea lascia il posto a un'altra. E' il 1991 quando
terminano i lavori di risistemazione e nasce la nuova Piazza.
Vengono trasferiti i sempreverdi lecci sostituiti da piante a
foglia caduca, capaci di segnare il passaggio delle stagioni e
regalare la diversità dei colori della natura, come il
Maestro da tempo evidenzia. La grande piazza Ganganelli oltre
a vedere rinnovati pavimentazione, illuminazione e arredi si arricchisce
di una fontana. Sempre dai suggerimenti del poeta nasce una grande
vasca circolare, con al centro un alto e potente getto d'acqua,
attorno una seduta che permette di godere dei giochi acquatici.
Guerra riesce anche a ottenere per la sua realizzazione un sostegno
economico della famiglia Sancisi, che vuole così ricordare
il compianto Aroldo, un santarcangiolese amico del poeta che molto
amò la sua città.
Parole
sui muri
Sono parole dolci nate per ricordare i personaggi grandi e piccoli,
noti e meno noti che hanno fatto la storia di un paese con la
loro presenza laboriosa, intrigante, affascinante. Tonino Guerra
le ha fatte imprimere sulla ceramica affinché tutti potessero
leggerle. Così passeggiando per il Centro Storico di Pennabilli
si incontrano muri parlanti, pareti di case e palazzi che raccontano
brani di vita di tanti preziosi protagonisti. Tra questi la signorina
Lucrezia, la vecchia guardiana del Santaurio, dove giace da secoli
la Madonna miracolosa che salvò uomini e case. E ancora
la Peppa che amava ricevere e nutrire viandanti e amici nella
sua casa divenuta locanda, dove fino a poco tempo fa la figlia
ha continuato con maestria il rito del pranzo domenicale. Ma c'è
anche il ricordo per Scociarél che sapeva creare la magia
dei lampioncini di carta e canne che si usavano nelle processioni,
e per la Bettina Bocchi che ogni mattina tagliava il pane e lo
offriva a chi passava davanti alla sua casa. C'è anche
un pensiero per tutti coloro che nelle chiese della valle pregavano
e ringraziavano i santi e il signore, che hanno lasciato parole
mute dentro i muri di quei luoghi santi. Luoghi che hanno perduto
la loro spazialità ora testimoniati da ammassi di pietre
squadrate ricoperte di rovi. Pietre che ora sorreggono uno dei
muri di cinta della casa del maestro, continuando così
a raccogliere voci. Un modo originale e intelligente questo per
leggere un paese e la sua gente che Guerra ha scelto non solo
per Pennabilli ma come vedremo anche per la sua città natale.
Rita Giannini
Parole dei mesi
Una splendida vasca nei luccicori dell'acqua riflette i colori
delle stagioni, filtrati dalle arcate che aprono il lavatoio di
Pennabilli verso la valle. In questo luogo, un tempo quotidianamente
frequentato dal vociare delle donne pennesi, il poeta ha voluto
segnare il passaggio del tempo attraverso i pensieri che i mesi
dell'anno richiamano nella sua mente. Così ha fatto realizzare
alla ceramista faentina Muky dodici formelle in terra cotta che
riportano le frasi sopra indicate accompagnate da segni decorativi
e immagini stilizzate.
Rita Giannini
Frasi sui
totem
Tonino Guerra nell'intento di creare a Pennabilli nuove suggestioni
che si affiancassero al fascino dell'antico borgo, ha pensato
di arricchire la passeggiata nel centro storico con queste opere
in legno e ceramica, realizzate dall'artista riminese Giò
Urbinati, sulle quali ha apposto le frasi sotto elencate. Sono
pensieri, annotazioni, schegge che fanno riflettere anche con
ironia.
Una nutrita raccolta di Totem, sette per l'esattezza, ecco che
si ritrova il numero sette tanto amato da Guerra, si incontra
sul sentiero che porta al Santuario dei pensieri, a cui si accede
dalla Via Borgo San Rocco lasciandosi alle spalle Porta Malatesta.
Rita Giannini
Pizzini
A Pennabilli nell'aprile del 2006, Tonino Guerra scrive 10 "pizzini"
indirizzati a sua moglie Lora.
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