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Avvertimento per delle brevi meditazioni ai romagnoli che vanno
sempre di corsa
A novembre sono tornato sulle colline più basse che
scendono dal Montefeltro e sono passato in mezzo a pescheti carichi
di foglie rosse e sui prati alti che dominano la Valle del Marecchia
con le punte di Verucchio, San Marino e Montebello fino al piccolo
rialzo di Santarcangelo contro la riga azzurra del mare. Ho trovato,
ogni tanto, delle piccole colonne a volte sbilenche a volte nascoste
da sterpaglie, a volte sistemate senza rispetto della loro poesia.
Chi ha fatto edificare queste celline forse voleva ricambiare una
grazia ricevuta, forse sperava di togliere da un crocevia la paura
di una presenza strana, di notte specialmente, il fantasma con la
testa di un cavallo bianco, oppure desiderava incontrare qualche
santo per un conforto religioso. Spesso nelle nicchie riparate da
una retina, l’immagine antica è stata sostituita da
una statuetta di gesso o da una pietra o da niente. In questi anni
violenti e paurosi, come sarebbe bello se tornassimo a rallentare
la nostra corsa per il mondo e riflettere qualche minuto, per stare
con Dio se siamo religiosi, pensare a noi e alla nostra vita se
non crediamo ai santi, insomma inoltrarci in un viaggio diverso
per cercare di rispondere alle domande che non hanno risposte definitive.
Scolari di Santarcangelo e di tutte le frazioni e della Romagna
grande, ridiamo vita a questi punti antichi di incontro, abbellendoli
con una piantina di rose o glicine e magari una pietra che faccia
da rustico sedile per una breve meditazione.
Tonino Guerra
Il Castello dei Matrimoni
Fino a poco tempo fa le vecchie contadine dicevano alle
ragazze che dovevano sposarsi: "Ricordati che la festa grande
la devi fare nel Castello dei Matrimoni". Purtroppo ripetevano
una frase di una antica favola romagnola in cui si narrava di
una giovinetta che non riusciva a sposarsi perché non trovava
il famoso Castello. Oggi questo Castello esiste: è il Palazzo
Marcosanti di Poggio Berni. Finalmente anche in Romagna i posti
dei grandi incontri della vita cominciano ad avere classe e splendida
memoria. Ed è soltanto qui che gli sposi lasciano in ricordo
un esemplare della bomboniera che sarà custodita nella
vetrina museo. Fra 25 anni, così, possono tornare a rivederla
per festeggiare le nozze d'argento e tra 50 quelle d'oro.
Insomma la polvere delle loro voci e dei loro profili resterà
per sempre nell’aria di questi saloni chiusi da mura centenarie.
Tonino Guerra
Quattro parole in difesa di una casa contadina in pericolo e di
tutte le altre…
Quella vecchia casa colonica a ridosso dei nuovi padiglioni
dell'Ospedale di Santarcangelo potrebbe essere la consolazione
dei convalescenti, l’immagine antica che porta subito la
mente lontana dal male sofferto e da quello che dura nella carne.
Dopo il cemento e i giorni freddi di un intervento o di una cura
dolorosa, racchiusi in mezzo a pareti funzionali e distaccate,
fa sorridere vedere una casa che ha l'affetto e la protezione
dei nostri nonni.
Tonino Guerra
Dichiarazione d'amore per un cimitero
Mi rivolgo agli abitanti di San Giovanni in Galilea e alle
autorità comunali, perché abbiano cura del loro
incantevole cimitero, quel tappeto volante sul Montefeltro, in
modo che diventi un appuntamento obbligatorio per quanti in Romagna
e fuori, cercano le cose d'arte e la poesia.
Il segreto, probabilmente, è togliere l’idea della
morte a qualcosa che invece è il suo monumento. Eppure
come mai in altre parti del mondo i giovani innamorati amano incontrarsi
e sostare nei cimiteri? Ecco, bisogna sollevare la cappa nera
che abbiamo gettato sulle tombe rendendo i nostri nonni, bisnonni
e a volte i figli, delle presenze inquietanti e spesso paurose.
Vorrei tanto che il cimitero di san Giovanni fosse il giardino
aereo dove gli uccelli, i viaggiatori disorientati, la gente in
vacanza, arrivino di proposito per godere un momento d’incanto
vicino a chi si crede definitivamente perduto.
P.S. Non solo fiori ma anche spighe di miglio per gli uccelli
e luce più serena per tutti e non più quei lumini
traballanti. Così la morte può sembrare più
dolce.
Tonino Guerra
Il cimitero dei nomi
Ecco un'indicazione verso qualcosa che non esiste o magari
vive in un cantone della nostra fantasia. Già da un pò
di tempo con degli amici stiamo creando mentalmente un cimitero-giardino;
un cimitero senza lumini e senza mazzetti di fiori e fotografie,
un mondo sereno e allegro allo stesso tempo dove le tombe potrebbero
essere rappresentate da piccoli obelischi o pietre o sassi o magari
cespugli di vegetazione.
Potrebbe anche essere un cimitero senza morti, un cimitero di
nomi perché spesso i nomi e i soprannomi hanno più
resistenza della cenere e soprattutto resteranno come testimonianza
eterna anche quelli che preferendo la terra, dopo vent'anni vengono
rimossi e tolti dagli occhi dei visitatori.
Un camposanto che non deve far paura ma che in qualche modo ci
faccia capire che vivremo più a lungo assieme alla natura
che ci circonda.
Tonino Guerra
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