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Santarcangelo di Romagna
La Sangiovesa
Sala Malatesta, Salone Montefeltro, Stalletta di Pidio, Stanza
Cagnacci, Sala Nadiani
Le sette stufe
"L’idea di queste sette stufe mi è balenata
a Leningrado quando visitai il Palazzo del Barone Stigliz.
Nei sotterranei vi erano allineate una dozzina di grandi stufe
settecentesche coperte di mattonelle di maiolica.
Sono tornato a Santarcangelo con la voglia di ricreare, assieme
a un gruppo di artisti, delle presenze altrettanto suggestive.
E così è stato.
Ora le 7 stufe si trovano nelle sale della Sangiovesa e la nostra
speranza è quella di aggiungere ai godimenti della cucina,
un nutrimento magico per la memoria."
Tonino Guerra
Le sette stufe ideate da Guerra, splendide nelle forme e nelle
decorazioni, ingentiliscono le sale, affascinando e incuriosendo
il visitatore.
Analoga fascinazione proviene dai loro nomi. La Sala Malatesta
ospita La Stufa del vecchio autunno e La stufa dei ricordi perduti. Il Salone Montefeltro accoglie La Stufa dei pianeti sognanti e
La Stufa del tappeto in ombra. Nella Stalletta di Pidio, il ciabattino
santarcangiolse ricordato per i suoi straordinari paragoni, si
incontra La Stufa della fessura profonda, mentre nella Stanza
del Cagnacci La Stufa degli oggetti in ascolto. Nella Sala Nadiani
infine La Stufa del drappo solare.
Dai disegni del poeta diversi artigiani e artisti hanno preso
le mosse per realizzarle. Le strutture in metallo, su progetto
di Rita Ronconi, sono della ditta Giovanni Meluzzi di Verucchio.
I rivestimenti invece sono realizzazioni di artisti diversi: del
Gruppo dello Scarabeo (due di Francesco Montelli, una di Marco
Bravura, una di Mario Arnaldi), degli allievi dell’Accademia
di Belle Arti di Ravenna guidati dal Professor Stefano Mazzotti,
di Romano Dal Fiume e di Paolo Bertozzi della Cooperativa Ceramica
di Imola.
Rita Giannini
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