Altri titoli The
night of San Lorenzo The
night of the shooting stars
Durata
105
Origine
Italia
Colore
C
Genere
Drammatico, Fantasy, Guerra
Produzione
Rai Radiotelevisione Italiana, Ager Cinematografica
Distribuzione
Cidif - Db Video, Fonit Cetra Video, Nuova Eri, L'unità Video
Regia Vittorio
Taviani Paolo
Taviani
Soggetto Vittorio
Taviani Paolo
Taviani
Sceneggiatura Vittorio
Taviani Paolo
Taviani Giuliani
G. De Negri Tonino
Guerra
Attori Omero
Antonutti - Galvano Margarita
Lozano - Concetta Claudio
Bigagli - Corrado Miriam
Guidelli - Belindia Massimo
Bonetti - Nicola Laura
Mannucchi - signora Naldini Dario
Cantarelli - il prete Sergio
Dagliana - Olinto Giuseppe
Furia - Requiem Mario
Spallino - Bruno Norma
Martelli - Ivana Rinaldo
Mirannalti - avvocato Migliorati Enrica
Maria Modugno - Mara Sabina
Vannucchi - Rosanna Franco
Piacentini - padre di Nicola David
Riondino - Giglioli Massimo
Sarchielli - Marmugi padre Paolo
Hendel - Dilvo Mauro
Monni - partigiano
Fotografia
Franco Di Giacomo
Musiche
Nicola Piovani
Montaggio
Roberto Perpignani
Scenografia
Gianni Sbarra
Costumi
Lina Nerli Taviani
Trama
Il film è ambientato nel 1944, in un'ondulata campagna toscana,
percorsa dai brividi e dal terrore delle ultime fasi della "guerra
di liberazione", con i nazisti sullo sfondo, lo scontro partigiani-fascisti,
prima incombente, poi esplosivo, e, - in primo piano - la tragedia
corale di una popolazione inerme, in parte vittima di un feroce
massacro, ma in parte (la più fiera e indipendente) in marcia
verso la libertà. Proveniente dall'interno di una finestra
spalancata sul limpido cielo notturno di un dieci agosto di "oggi",
percorso da baleni di stelle cadenti, una voce femminile fuori-campo
esprime il desiderio di poter narrare un lontano dieci agosto di
"ieri", emergente da memorie miste di letizia solare e
di terribilità mitica della sua infanzia. I fatti narrati
dal film sono visti in gran parte dagli occhi di questa bimba di
ieri. Il racconto si snoda da quella finestra aperta, passando per
il paese di S. Miniato, con le case già minate sul punto
di saltare in aria, e la popolazione atterrita, raccolta negli scantinati
di un edificio patrizio, al momento ancora semisicuro. I tedeschi
hanno convinto il vecchio vescovo a raccogliere la gente nella cattedrale,
promettendo che verrà risparmiata. Una parte, fra incertezze
ed esitazioni, lo segue, ma una parte, capeggiata da Galvano - un
fiero contadino che ha fiutato l'inganno - fugge per i campi, dirigendosi
approssimativamente verso gli anglo-americani in arrivo, ma soprattutto
verso la vita. La cattedrale - proditoriamente minata - è
infatti la prima a esplodere, provocando un eccidio tragico, da
cui scampano - dilaniati nel corpo e nello spirito - pochi superstiti,
mentre il gruppo guidato da Galvano, dopo un esodo segnato da lunghe
paure, brevi parentesi di serenità, momenti di orrore e di
violenza cruenta, approda quasi incredulo, alla libertà.
Dopo di che la cinepresa ci fa entrare da quella finestra aperta,
inquadrando una figura femminile ancora intenta a narrare a un bimbo,
come in una cantilena da ninna-nanna, l'altra terribile ed epica
"notte di S. Lorenzo".
Note Premio
speciale della giuria al Festival di Cannes (1982); Nastro
d'argento per miglior regia; 5
David di Donatello (1983): miglior regia (Paolo e Vittorio Taviani),
miglior film (Paolo e Vittorio Taviani), migliore produzione (G.
Giuliani De Negri), migliore fotografia (Franco Di Diacomo), miglior
montaggio (Roberto Rerpignani);
Premio Alitalia a Paolo e Vittorio Taviani (1983).