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  La farfalla, Pietracuta  

Pietracuta
Via Umberto I. Monumento ai caduti

La farfalla

Contento, proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando
mi hanno liberato in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.

Tonino Guerra

L'esperienza della prigionia nel lager segna uno spartiacque nella vita del giovane Tonino Guerra. Un'esperienza come questa, come ripete da sempre, trasforma la vita di un uomo e quando questi è giovane segna il suo futuro. Forse non avrebbe scritto poesie, forse non avrebbe sviluppato la sua creatività attraverso l'arte. Sono domande che si è posto spesso e che ancora oggi gli tornano alla mente. Quel che è certo è che nel campo di concentramento inventare versi era un modo per alleviare la sofferenza ai compagni di sventura. Erano poesie in rima, perché l'endecasillabo era più facile d ricordare, non c'erano matite né fogli per scrivere ed erano scritte nella lingua dei padri perché il dialetto lo capivano tutti. Nel campo di Troisdorf c'era un dottore di Ravenna, il dottor Strocchi, scomparso pochi anni fa, che poteva accedere all'infermeria. Lì poteva procurarsi una matita e dei fogli su cui appuntò i versi di Guerra. Così tornati sani e salvi casa questi consegnò la raccolta battuta a macchina al giovane professore. Da lì furono selezionati i versi che andarono a comporre I scarabocc (Gli scarabocchi) la prima raccolta che Guerra pubblicò a sue spese da Lega di Faenza incoraggiato da Carlo Bo che ne curò anche la prefazione. La farfala (La farfalla) è la sua poesia più nota ed è anche quella che ricorda a memoria insieme a L'aria (L'aria) e a I madoun (I mattoni). A Pietracuta la si è voluta inserire nel monumento che ricorda i caduti di tutte le guerre quale simbolo della vita e della speranza, segno della fine di un incubo con cui la storia dell'uomo si è tinta di crudeltà e violenza. Il monumento è una realizzazione dei primi anni '90, voluto da un sindaco amante della poesia e dell'opera di Guerra, verso cui ha anche desiderato essere riconoscente. Per tante cose ma in primo luogo per i suggerimenti rivolti al paese e al suo paesaggio in particolare il lungo fiume e poi per le parole racchiuse ne Il Viaggio, il poema dedicato al Marecchia, Maggioli Editore, 1986. L'opera è in ricordo dei caduti delle due guerre, per i quali come in tutti i paesi c'era una lapide anonima e grigia. Ora grazie all'opera prodotta dallo scultore Aurelio C. la farfalla porta la loro memoria nel suo volo colorato in mezzo al verde di un'aiuola posta di fianco al Teatro comunale.

Rita Giannini

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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