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Ravenna
Loggetta Lombardesca
La Bambola Orientale
"Di Marco Bravura mi piacciono le schegge di luce che nascono
dai suoi mosaici e così la mia voglia orientale si riposa
davanti ai suoi magnifici lavori.
La sua Bambola che ha mosso la propria immobilità nel Palazzo
della Provincia di Ravenna, è una struttura che terrò
a lungo nella memoria".
Tonino Guerra
Nella Casa dei Mandorli a Pennabilli che permette viaggi lontani
passando da una stanza all'altra, si incontra anche una piccola
bambola a metà strada tra la marionetta e un pupazzo di
pezza. Si tratta di una bambola russa, donata alla famiglia Guerra
in uno dei loro lunghi soggiorni moscoviti, che indossa abiti
impreziositi con fili d'oro e stoffa damascata riccamente tessuta.
E' dall'osservazione di questo piccolo capolavoro creato dalla
abili mani di un'artigiana che vive a Mosca che è nato
un altro capolavoro, questa volta però in mosaico. Anche
le dimensioni cambiano, perché la bambola diventa gigantesca
anche se le proporzioni vengono perfettamente rispettate. Artefice
di tale operazione è Marco Bravura, a cui è da tempo
legato e col quale collabora per la realizzazione di opere in
mosaico ma non solo. La Bambola è frutto dell'impegno di
questo artista ravennate che l'ha reinterpretata con il suo personalissimo
stile curandone progettazione e realizzazione. Alta due metri,
con 79 cm di larghezza, in mosaico di paste vitree, oro e argento
si presenta con il suo fascino orientale carica di simboli e di
suggestioni. Il copricapo sembra un elmo vandalo ma è sovrastato
da un cappellino piatto molto cinese se non giapponese. Reca con
sé maschere di ogni tipo che penzolano dallo scettro e
fuoriescono dall'abito. A tratti può sembrare che indossi
un'armatura altre invece uno sfarzoso abito da cerimonia usato
dalla dinastia Ming. E nei suoi dettagli ci si può perdere
rapiti da infinite decorazioni astratte e stilizzazioni. La bambola,
inizialmente pensata quale scultura per la struttura di una fontana,
è stata protagonista di una grande mostra dedicata all'arte
del mosaico tenutasi negli spazi della Pinacoteca Comunale presso
la Loggetta Lombardesca a Ravenna e fu esposta insieme alle stufe in mosaico ora custodite alla Sangiovesa a Santarcangelo (La Stufa
del Drappo e La Stufa dei Ricordi) e ad altre realizzazioni di
Bravura come le sue note specchiere. Mosaico e desegne Oggetti
del desiderio è il titolo del catalogo della mostra, tenutasi
dal 20 giugno al 28 settembre del '97 pubblicato da Electa con
la prefazione di Gillo Dorfles. Ed è proprio nella Pinacoteca
Comunale di Ravenna che è rimasta la Bambola, affascinante
esempio di progettazione e realizzazione in proprio da parte di
un artista del mosaico, salutato da Dorfles come un fatto importantissimo
che lui arriva a definire una vera e propria necessità
. "E' per questa ragione che risulta molto significativo
e determinante - scrive Dorfles - che l'artista sappia scegliere
l'uso di particolari tecniche e materiali", e cita tra quelli
in grado di rispondere a ciò anche Marco Bravura, che si
è attirato nel tempo anche altri e positivi interventi
della critica, tra cui abbiamo scelto: "La scuola di Ravenna
si mostra con tutta la sua magnificenza con il mosaico Bravura…Le
sue opere racchiudono l'anima di Bisanzio… Mostrano lo spirito
che ha aleggiato a Venezia e Ravenna".
Rita Giannini
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