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Pennabilli
Orto dell'ex Convento dei Frati Missionari L'Orto
dei frutti dimenticati "Ho pensato che
fosse necessario un museo dei sapori, per non dimenticare il gusto
di quelle piante che stavano addosso alle vecchie case contadine
e che oggi sono scomparse, come il biricoccolo o l'azzeruolo. L'Orto
dei frutti dimenticati è un piccolo museo dei sapori per
farci toccare il passato". Tonino
Guerra L'Orto dei frutti dimenticati è il primo
intervento a Pennabilli voluto da Tonino Guerra, dopo la decisione
di risiedere in questa città. Il poeta ha avvertito la
necessità di creare un Museo dei sapori, attraverso i quali
poter meglio conoscere il nostro passato. "Senza conoscere
la nostra storia – afferma - non possiamo andare incontro
al futuro". E la storia ci può restituire anche i
sapori, per loro va dunque pensato un museo. Senz'altro è
stato uno tra i primi in Italia se non il primo e al tempo fece
tanto parlare. E' stato realizzato con la consulenza scientifica
di Carlo Pagani, vivaista di Budrio, che ha raccolto e donato
piante da frutto e specie arboree oggi scomparse appartenenti
alla flora spontanea della campagna appenninica. Si tratta di
alberi che per consuetudine e tradizione si usavano mettere a
dimora attorno alle case contadine. Nel tempo l'Orto, che non
è un orto botanico ma un Giardino-Museo, in cui ormai il
biricoccolo, il nespolo, il sorbo, il pomariello, le mela cotogna,
il melo limoncello, il fico verdino, il giuggiolo, la ciliegia
cuccarina e infinite varietà di peri, more, mirtilli, uva
spina offrono generosi i loro frutti, sempre su indicazione del
poeta, si è continuamente arricchito di piante. Oggi sono
oltre 100 e a esse cui si sono aggiunte innumerevoli installazioni
ideate da Guerra e create dalle mani di artisti diversi.
Rita Giannini |
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