La condanna (o il privilegio?) di Tonino Guerra è di essere
costretto ad andare sempre in giro con Tonino Guerra.
Mi domando come faccia il primo, l'uomo, a sopportare senza un attimo
di tregua, la visione del mondo del secondo, il poeta.
Mi domando anche come sia possibile che la carica vitale dell'uno,
sanguigna, quasi selvatica, si traduca attraverso l'altro in qualcosa
di puramente poetico come le sue opere. Ma in Tonino l'uomo alimenta
il poeta e quest'ultimo sorregge l'uomo.
Tonino Guerra ha cercato fin qui di scrivere e descrivere ciò
che è vero e ciò che non lo è, in prosa e in
versi o anche solo attraverso un disegno. Lo si vede, sin dall'inizio
e già chiaramente, in questi originali e singolari disegni
che oggi vedono la luce e che hanno quasi cinquant'anni.