Altri titoli Eternity
and a Day L'éternité
et un jour
Durata
129
Origine
Francia, Grecia, Italia
Colore
C
Genere
Allegorico
Tratto da
Romanzo "L'exil et le royaume" di Albert Camus
Produzione
Greek Film Center
Distribuzione
Istituto Luce (1998) - Video Club Luce
Regia
Theo Angelopoulos
Soggetto
Albert Camus
Sceneggiatura Tonino
Guerra Petros
Markaris Theo
Angelopoulos
Attori Bruno
Ganz - Alexandros Isabelle
Renauld - Anna Fabrizio
Bentivoglio - Solomos Despina
Bebedelli - madre di Alexandros Achileas
Skevis - bambino albanese Alexandra
Ladikou - madre di Anna Helene
Gerasimidou - Urania
Fotografia Yorgos
Arvanitis Andreas
Sinanos
Musiche
Eleni Karaindrou
Montaggio
Yannis Tsitsopoulos
Scenografia Giorgios
Patsos Giorgios
Ziakas
Costumi
Giorgos Patsas
Trama
A Salonicco, Alessandro, poeta e intellettuale ormai anziano, si
prepara a lasciare definitivamente la casa sul mare dove ha sempre
vissuto. Casualmente ritrova una lettera della moglie Anna: vi è
descritto un giorno d'estate di trenta anni prima. Allora Alessandro
sente che è giunto il momento di cominciare un viaggio senza
una meta particolare, se non quella di mettere insieme le suggestioni
del passato e le malinconie del presente. L'artista vorrebbe trovare
ancora il conforto della poesia, ma le parole non sembrano più
sufficienti. Messosi in cammino, Alessandro incontra un bambino,
ne intuisce la situazione di pericolo, lo salva dalla turpe tratta
dell'infanzia condotta dai clandestini, lo porta in giro con sé.
Rievoca poi alcune figure di poeti del passato, tra cui Ugo Foscolo,
e immagina il poeta come colui che compra le parole. Va a portare
il cane alla domestica di casa, osserva la festa per il matrimonio
della figlia, incontra il medico col quale concorda di ricoverarsi
il giorno dopo, sentendosi ormai molto malato. In ospedale immagina
di andare a visitare l'anziana madre. Poi lui e il bambino salgono
su un autobus, insieme a loro ci sono giovani vivaci, altri con
bandiere, alcuni musicisti. Scendono, si dirigono verso una nave,
per il bambino è il futuro. Alessandro, rimasto solo, si
rivolge verso il mare.