| |
 |
|
La
varietà di formaggio di fossa prodotta a Talamello è
nota col nome di L'Ambra di Talamello,
coniato da Tonino Guerra per la somiglianza con la pietra preziosa
dal caldo colore dorato: "anche questo formaggio ci arriva
su da sotto terra. Va giù che è bianco e torna fuori
quasi dorato... come l'ambra, che quando riemerge dalle viscere
profonde ha un colore giallo luminoso, come se avesse una sua luce
interna".
Questo particolare tipo di formaggio, infatti, nasce da un antichissimo
procedimento di stagionatura nelle viscere della terra, all'interno
di grosse buche scavate nella roccia arenaria, le caratteristiche
fosse nei fondi delle vecchie abitazioni del borgo. Ad agosto
le fosse vengono ripulite e asciugate con un falò di paglia.
Successivamente le pareti vengono ricoperte con un'intelaiatura
di legno e canne foderata di paglia. A questo punto le caciotte
fatte un paio di mesi prima vengono stipate in sacchi di cotone
bianco, dove sono stati scritti col nerofumo il peso e il nome
del proprietario, e quindi disposti nelle fosse. Una volta piene,
le buche vengono chiuse con un coperchio di legno e sigillate
con pasta di gesso fino alla riapertura ad inizio novembre, quando
finalmente il formaggio ha acquistato tutte le sue speciali caratteristiche.
A Talamello si effettua una sola infossatura all'anno, quella
tradizionale.
Da oltre venti anni Talamello dedica al formaggio di fossa una
specifica fiera, che si svolge nelle prime due domeniche di novembre.
|
|
|