Guerra non ha dimenticato di ricordare che a Santarcangelo è
nato il sangiovese che, come racconta,
ha preso il nome da Giove, proprio come si chiama il Colle su cui
si erge la Santarcangelo medioevale. E la formella che riproduce
un cesto da cui sporgono succosi grappoli d'uva nera, recita a chiare
lettere:
"Il Sangiovese è nato a Santarcangelo".
Sul vino, la sua storia, i suoi profumi il poeta si sofferma spesso,
con racconti, interviste, suggerimenti.
Si inventa delle etichette, naturalmente lo fa per divertimento,
un pò per gioco, sollecitato dagli amici. Esse richiamano
i suoi disegni, i pastelli delicati e densi di colore che caratterizzano
i vari cicli pittorici della sua storia figurativa.
Sono per dei santarcangiolesi, la famiglia Bernardi, che si occupa
di tutt'altro ma produce un vino, e non può che essere sangiovese,
di grande qualità che dona ai clienti della propria azienda.
Poi l'amicizia con la famiglia Zaghini, i cui membri sono ristoratori
da diverse generazioni. Questi lo invitano a realizzarne altre.
Si tratta sempre di etichette per bottiglie da 3/4 che contengono
sangiovese di Romagna, che viene servito nell'omonimo ristorante
frequentato spesso dal poeta e dai suoi amici. Tra questi Marcello
Mastroianni che ama particolarmente le tagliatelle, ma anche Michelangelo
Antonioni, Francesco Rosi e molti moltissimi altri.
Poi arrivano gli anni in cui è testimonial proprio del Sangiovese
di Romagna. E' l'Enoteca dell'Emilia Romagna, che ha sede nella
suggestiva Rocca di Dozza, a incaricarlo e ad affidargli questo
ruolo. Il suo slogan, che appare su giornali e riviste di settore
e non, colpisce molto e il suo sorriso di fronte a un bicchiere
di rosso è ammiccante.
Tratto da "Tonino Guerra - Il sorriso della terra"
di Rita Giannini
Ed. Veronelli, 2006