Distribuzione
Artisti Associati International (1990); Azzurra Home Video, Cdi
Home Video, Mfd Home Video, Clemi Video
Regia
Mario Monicelli
Sceneggiatura Tonino
Guerra Suso
Cecchi D'Amico
Attori Emmanuelle
Seigner - la moglie Stefania
Sandrelli - Sylvaine Oriana
Baghino - Giovanni Giancarlo
Giannini - Giuseppe Marchi Vittorio
Caprioli - lo psicanalista Santo
Bellina Benito
Artesi - Baciardi Chiara
Argelli
Fotografia
Carlo Tafani
Musiche Nicola
Piovani Ennio
Morricone
Montaggio
Ruggero Mastroianni
Scenografia
Franco Velchi
Costumi
Lia Francesca Morandini
Trama
Dominato da piccolo da un padre dispotico nella propria divisa di
maresciallo dei carabinieri su di una famiglia modesta, mantenuto
agli studi grazie a grandi sacrifici e sempre frustrato da difficoltà
e angustie, il cinquantenne Giuseppe Marchi aggiunge alle sue pene
il rimpianto amaro di non aver fatto in tempo a rivedere il genitore
sul letto di morte. Sceneggiatore di scarso successo, dopo aver
vissuto con Sylvaine (una vedova francese), egli si fa irretire
da una ragazza molto più giovane che, ormai incinta, sposa.
Marchi, che in realtà sogna di scrivere il romanzo della
propria vita, non riesce neppure a farsi accettare un copione su
Giuda, rivisitato con intenti commerciali. Egli si autocommisera
sempre, accusa mali ignoti e dolori laceranti, va in clinica (dove
lo operano per un'ulcera ed un'appendicite inesistenti) e tenta
invano il suicidio. Poichè la moglie vuol passare con la
piccola due mesi a Siusi, Marchi, costretto dentro un busto, consigliatogli
poichè, di fatto, ha un rene mobile, resta nel caldo romano
a tentar di scrivere il capitolo primo della propria autobiografia.
Le sue manie e fobie continuano anche sulle Alpi, dove ha raggiunto
la moglie. Il suo copione viene respinto poichè il committente,
nei guai con il Fisco, si trasferisce altrove, lasciando a Marchi,
per sdebitarsi, della terra coltivata ad uliveto in Calabria. Finalmente
l'uomo si affida ad uno psicanalista, il cui responso è facile
e assai rapido: alla radice del male esistenziale di Marchi vi è
la figura paterna ed il suo condizionamento e, ora che lo sa, tutto
gli appare più chiaro ed egli pensa di essere guarito. A
questo punto apprende dalla moglie che lei lo tradisce da anni.
Stando ormai così le cose, Giuseppe decide di andare a vivere
da solo in una baracca fra gli ulivi calabresi, a zappare il suo
orticello, da dove la sera vede, al di là dello Stretto,
le luci della Sicilia, la terra in cui il padre, che ancora incombe
nella memoria, era nato e vissuto.
Note
David di Donatello (1990) per la miglior regia (Mario Monicelli).