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  Il gelso della pace  

Pennabilli
Orto dei frutti dimenticati

Il gelso della Pace

"Questo è il grande gelso che, il 15 giugno 1994, il XIV Dalai Lama ha messo a dimora a memoria della sua visita."

Tonino Guerra


Per commemorare la visita del XIV Dalai Lama a Pennabilli, avvenuta nel giugno del 1994, Guerra ha voluto scrivere queste parole, collocandole accanto al gelso che fu piantato per l’occasione e che ha preso il nome di Gelso del Dalai Lama.
Il XIV Dalai Lama, in visita in Romagna con tappa anche a Rimini dove gli fu attribuita la cittadinanza onoraria, giunse a Pennabilli, in occasione dei festeggiamenti in onore di Padre Francesco Orazio Olivieri, il frate di origine pennese divenuto cittadino del mondo. Entrato giovanissimo in convento, sua prima dimora quella dei Cappuccini di Pietrarubbia, a trent'anni si avviò missionario verso il lontanissimo e sconosciuto Tibet. Era il 1712. Sulle montagne che circondano l'Himalaya vi rimase tre decenni, un lunghissimo tempo in cui si avvicinò e studiò la cultura del luogo e innanzi tutto la lingua, che per la prima volta trasferì in un dizionario italiano/tibetano composto da oltre trentamila vocaboli. Seppe farsi amare e rispettare da quel popolo così diverso da lui, al punto che fu soprannominato Lama Testa Bianca e gli fu permesso di avviare l’opera di evangelizzazione. Tornò in Italia, dopo un lunghissimo e rischioso viaggio per mare e per terra, con lo scopo di richiamare l'attenzione sulle missioni tibetane e di raccogliere fondi. Ripartì nel 1739 alla volta di quella regione lontana, purtroppo mai più raggiunta. Una pestilenza lo colpì e lo fece passare a miglior vita a Patan in Nepal, all'età di 65 anni. E' grazie a questo antico legame col Tibet che Pennabilli ha potuto richiamare il XIV Dalai Lama, Tenzin Ghiatso, lasciando nell’intera valle un ricordo straordinario carico di significati di pace e soprattutto testimonianza di dialogo tra confessioni diverse. Il poeta oltre a proporre la messa a dimora del gelso, ha fatto sistemare una lapide commemorativa sui muri della casa che diede i natali a Padre Orazio.

Rita Giannini

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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