Produzione
Franco Cristaldi per Vides, Verona Cinematografica
Distribuzione
Cic - Ricordi Video, Rcs Films & Tv, L'unità Video
Regia
Francesco Rosi
Soggetto Francesco Rosi Tonino
Guerra
Sceneggiatura Francesco Rosi Tonino
Guerra
Attori Gian Maria Volonté -
Enrico Mattei Luigi Squarzina - giornalista
liberale Gianfranco Ombuen - ingegner
Ferrari Edda Ferronao - signora
Mattei Accursio Di Leo - personalità
siciliana Peter Baldwin - Mc Hale Franco Graziosi - il ministro Elio Jotta - capo commissario
inchiesta Luciano Colitti - Bertuzzi Aldo Barberito - ufficiale Dario Michaelis - ufficiale
dei carabinieri Terenzio Cordova - funzionario
di polizia Umberto D'Arrò - giornalista Felice Fulchignoni - personalità
siciliana Gianni Farneti - giornalista Vittorio Fanfoni - giornalista Ugo Zatterin - giornalista Thyraud De Vosjoli - sè
stesso Furio Colombo -assistente
di Mattei Sennuccio Benelli - giornalista Arrigo Benedetti - giornalista Alessio Baume - giornalista
"Time" Ferruccio Parri - giornalista Jean Rougeul - funzionario
ameriano Giuseppe Rosselli - giornalista Renato Romano - giornalista Michele Pantaleone - giornalista Blaise Morrissey - petroliere
americano Camillo Milli - agente di
cambio Giuseppe Lo Presti - personalità
siciliana Salvo Licata - giornalista Francesco Rosi - sè
stesso
Fotografia
Pasqualino De Santis
Musiche
Piero Piccioni
Montaggio
Ruggero Mastroianni
Scenografia
Andrea Crisanti
Costumi
Franco Carretti
Trama
Nominato, nell'immediato dopoguerra, a capo dell'Agip (l'ente petrolifero
creato dal fascismo) con il compito di liquidarla, il marchigiano
Enrico Mattei decide invece di tenerla in vita (questa decisione
è dovuta al ritrovamento di una relazione affermante che
la Val Padana nasconde importanti risorse energetiche). Riprese
le trivellazioni, l'Agip trae soprattutto metano. Tale gas consentirà
di fornire all'industria energia a basso prezzo. Per Mattei è
il punto di partenza per la creazione di un centro di potere, al
servizio dello Stato e degli italiani, che gli darà il modo
di impostare su nuove basi i rapporti con i Paesi produttori di
petrolio. La sua politica, sorretta da giuste intuizioni, e condotta
con straordinaria energia e spirito imprenditoriale, provocherà
la rabbiosa reazione degli interessi da lui colpiti. Che siano stati
proprio questi a decretare la morte di Mattei, è l'interrogativo
che pesa sulla sua fine, avvenuta nel 1962, quando il bi-reattore
personale usato per i suoi spostamenti d'affari precipitò
nelle campagne di Bascapè, a pochi chilometri da Milano.
Molti elementi sembrano suffragare tale ipotesi, e il film, senza
avvalorarli, li enumera attraverso interviste con l'ex capo dei
servizi segreti francesi e con altre personalità.