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  Il bosco della pioggia, Riccione  

Riccione
Piazzale Roma

Il Bosco della pioggia …
le gocce d’acqua che bagnano i pensieri

"Da molti anni ho tentato di suggerire nei giorni più caldi di fermare tutti gli altoparlanti della riviera e trasmettere il temporale per rinfrescare gli accaldati turisti. Non essendo riuscito in questo, ora il tentativo è di addolcire il sole dei giorni più caldi dell’estate con Il Bosco della pioggia."

Tonino Guerra
Agosto 2000

"Ho sempre amato molto la pioggia. L'acqua ti tocca con mille note liquide. Ascoltando la pioggia c'è per tutti un po' di infanzia. Se piove poi il mio ascolto si fa più attento, fino a raccogliere profonde risonanze". Da molti anni Tonino Guerra, che così racconta l'amore per la pioggia, ha tentato di suggerire l'idea di fermare tutti gli altoparlanti della riviera e trasmettere il rumore del temporale, proprio nei giorni più caldi dell'anno per rinfrescare anche solo nella mente gli accaldati turisti. Questo suo tentativo di addolcire il sole nei giorni più afosi dell'estate è una delle ragioni ispiratrici della fontana. Le sue fontane, presentate nelle precedenti schede, sono ormai parte della storia del paesaggio romagnolo. A partire dalla Valmarecchia dove per prima fu realizzata la fontana di Torriana, L'Albero dell’Acqua, e a seguire quella di Sant’Agata Feltria, La fontana della chiocciola, di Santarcangelo di R. nella Piazza Ganganelli e di Poggio Berni, La fontana della Memoria. Poi l'attenzione si è spostata oltre il Marecchia fino a giungere al mare, ecco allora a Cervia Il tappeto sospeso e a Riccione Il Bosco della Pioggia.
Collocata in fondo a Viale Ceccarini, cuore pulsante della Perle Verde, ha sullo sfondo il mare e con esso dialoga attraverso i colori e i suoni. Realizzata nell’agosto del 2000, è nata come un richiamo alla pioggia e alla frescura che essa porta con sé. Del resto l'amore del poeta per la pioggia lo accompagna da sempre e a essa ha dedicato splendidi versi e brani poetici, racchiusi in numerose raccolte, e una di queste porta proprio il titolo Piove sul diluvio, da cui abbiamo tratto Dai i méunt una pòrbia d'aqua (Dai monti una polvere d'acqua) che recita: Dai i méunt una pòrbia d'aqua / fóina cumè la sàida / la Céud agli éultmi mòsi dl'instèda / e mè ò infilé la mi giachètta 'd vléud. (Dai monti una polvere d'acqua fina / come la seta / chiude le ultime mosse dell'estate / e io ho infilato la mia giacchetta di velluto.
Il poeta ha così descritto l’opera ospitata a Riccione. "L'idea era nata con gli amministratori a cui avevo consegnato i primi schizzi. L'ho poi confidata a Rita Ronconi la quale si è avvalsa dell’ingegnere Stefano Coveri per la consulenza tecnica. Alla realizzazione ha lavorato un artista che sa modellare il vetro a suo piacimento, che si chiama Fausto Baldessarini, il quale ha creato sei colonne, sculture di vetro stratificato, che hanno le colorazioni del vetro naturale, risultando così verde scuro, ma durante il giorno, prendendo la luce del sole, si colorano di tutte le sfumature del verde. All'alba e al tramonto, quando il sole si riflette direttamente sulla fontana, si possono vedere i colori dell'iride. Per i giochi d'acqua la realizzazione è stata affidata alla S.A.T.A. e per i mosaici a Marco Santi della Cooperativa Mosaicisti di Ravenna. Le reti da pesca che vanno a completare la fontana, da cui gocciola la pioggia, sono state preparate nelle Marche e lavorate manualmente da Marchini Reti di Cattolica".
Come sottolinea il maestro, l'originalità di quest'opera deve molto alle infinite possibilità cromatiche del vetro. I colori del giorno la restituiscono sfavillante e potente nella presenza mentre quelli del dopo tramonto, messi in evidenza anche dalla suggestiva illuminazione notturna, rendono ancor più forte la presenza del monumento, ideata "per bagnare i nostri pensieri e distoglierci dalla corsa quotidiana, che ci tiene lontani dalla riflessione". Le sette reti da pesca in corda sono rette dalle colonne di vetro, che salgono attorcigliandosi e possono far pensare a ragnatele cariche di gocce di rugiada. Guardandole si può avere la sensazione di sentirsele arrivare addosso. Il poeta, che da sempre combatte per difendere la vista dell'orizzonte marino, rilanciò con questa fontana il suo messaggio. "La mia speranza è che tutte queste presenze non sporchino eccessivamente l'aria davanti agli occhi di chi, scendendo lungo Viale Ceccarini, è desideroso di vedere il mare".

Rita Giannini

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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