L'esperienza della prigionia nel lager segna uno spartiacque nella
vita del giovane Tonino Guerra. Un 'esperienza come questa, come
ripete da sempre, trasforma la vita di un uomo e quando questi è
giovane segna il suo futuro. Forse non avrebbe scritto poesie, forse
non avrebbe sviluppato la sua creatività attraverso l'arte.
Sono domande che si è posto spesso e che ancora oggi gli
tornano alla mente. Quel che è certo è che nel campo
di concentramento inventare versi era un modo per alleviare la sofferenza
ai compagni di sventura. Erano poesie in rima, perché l'endecasillabo
era più facile d ricordare, non c'erano matite né
fogli per scrivere ed erano scritte nella lingua dei padri perché
il dialetto lo capivano tutti. Nel campo di Troisdorf c'era un dottore
di Ravenna, il dottor Strocchi, scomparso pochi anni fa, che poteva
accedere all'infermeria. Lì poteva procurarsi una matita
e dei fogli su cui appuntò i versi di Guerra. Così
tornati sani e salvi casa questi consegnò la raccolta battuta
a macchina al giovane professore. Da lì furono selezionati
i versi che andarono a comporre I scarabòcc (Gli scarabocchi) la
prima raccolta che Guerra pubblicò a sue spese da Lega di
Faenza incoraggiato da Carlo Bo che ne curò anche la prefazione.