Produzione
Rai Radiotelevisione Italiana Rete 2 Tv Odyssia
Distribuzione
Gaumont - Mondadori Video
Regia
Marco Bellocchio
Soggetto
Luigi Pirandello
Sceneggiatura Tonino
Guerra Marco Bellocchio
Attori Leopoldo Trieste Claudio Spadaro Gianluigi Sedda Marcello Mastroianni - Enrico
IV Fabrizio Macciantelli Maria Loos Gianfelice Imparato Latou Chardons Giuseppe Cederna Claudia Cardinale - Matilde Luciano Branchi Paolo Bonacelli Giacomo Bertozzi Luciano Bartoli - Enrico
IV giovane
Fotografia
Giuseppe Lanci
Musiche
Astor Piazzolla
Montaggio
Mirco Garrone
Trama
Nel corso di una festosa cavalcata in maschera, un giovane subisce
una grave caduta provocata dal Barone Belcredi, suo rivale in amore.
Impazzito per il colpo, il giovane assume l'identità di Enrico
IV di Germania, di cui indossa il costume al momento dell'incidente
e, rinnegando il presente, si allontana dalla donna che respinge
il suo amore e dagli amici che si fanno beffe di lui per rinchiudersi
in un castello con un piccolo gruppo di servitori. Anche quando
ha superato il trauma della caduta, egli conserva la maschera del
pazzo recitando la commedia dell'imperatore tormentato dalla scomunica
di Gregorio VII, ma nel suo animo esacerbato dalle delusioni e dalle
finzioni del mondo, coltiva un amaro risentimento e progetti di
rivalsa. Questo è l'antefatto del film di Bellocchio che
si ispira al dramma di Pirandello. L'azione inizia venti anni dopo
con la visita al castello del gruppo che un tempo aveva partecipato
alla mascherata. In primo luogo Matilde, la donna amata dal finto
Enrico IV, sua figlia Frida, Belcredi, che nel frattempo, è
divenuto l'amante di Matilde, e uno psichiatra che vorrebbe con
un esperimento tentare di guarire quello che credono un povero matto.
La miseria morale e l'ipocrisia di questi personaggi provocano lo
sdegno del folle - che peraltro folle non è - e lo inducono
a rivelare la verità, prima ai servitori, poi ai nuovi venuti
che accusa delle colpe del passato, della sua vita non vissuta e,
infine, abbraccia Frida che somiglia tanto alla madre così
da essere la donna che egli avrebbe voluto e che ora in Matilde
invecchiata non trova più. La sorpresa sbigottisce i domestici
che per anni erano stati compagni, musicisti e famigli dell'imperatore
e riempie di spavento Matilde, Belcredi e lo psichiatra che sono
stati smascherati da colui che credevano uno smemorato da compatire.
In un ultimo gesto di ira, il finto Enrico IV alza la mano sull'amico
che l'ha tradito; ma una mano armata di una spada da teatro, compiendo
quindi un gesto che ha il valore di beffa. Poi torna a rinchiudersi
nella definitiva finzione dalla follia, ben sapendo che la sua confessione
di "normalità" lo ha paradossalmente reso prigioniero
per sempre della pazzia.