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E la nave va
Federico Fellini
soggetto e sceneggiatura di
F ederico Fellini e Tonino Guerra
Pagine
174
Anno
1983
Editore
Longanesi & C.
E la nave va è il mio diciottesimo film. Insieme
con Tonino Guerra l'abbiamo scritto qualche tempo fa, perchè
dovevo consegnare un'idea non ricordo più tanto bene a
chi. Dopo due o tre giorni di chiacchiere vaghe e di confidenze
svogliate, in sole tre settimane abbiamo approntato soggetto e
sceneggiatura. Se tre settimane vi sembrano poche per fare un
buon copione, tenete però conto del fatto che dalle prime
suggestioni del racconto all'inizio delle riprese sono passati
tre anni, e mi pare che tre anni siano un tempo abbastanza lungo
per garantire l'attesa di un film non del tutto indegno. Adesso
che E la nave va è finito,
non sono più in grado di dire quale era il sentimento originario.
Esiste solo il film fatto; quello che volevo fare si è
come dissolto. Ricordo che allora parlavo di personaggi dal fascino
struggente, come quello che hanno le fotografie di persone sconosciute.
Dicevo di voler fare un film con lo stile delle prime pellicole,
che doveva essere quindi tutto in bianco e nero, anzi, rigato,
con macchie di umidità, come un reperto di cineteca. Un
falso, insomma, e proprio questo mi seduceva, perchè penso
che il vero cinema debba essere così. Non so più
quanto di quelle intenzioni sia rimasto nel film, perchè
poi, al momento di girare, le cose si presentano provvidenzialmente
secondo i modi di sempre. Forse questa volta ho impiegato un pochino
più di tempo del solito nella scelta delle facce. Mi pareva
di aver bisogno di volti che potessero verosimilmente sembrare
quelli di persone che non esistono più, scomparse nel tempo,
e che ci toccano, ci incuriosiscono, perchè ci sembra che
quella pettinatura che non si usa più, quell'abito di cent'anni
fa, quel modo di sorridere, di fissarci con uno sguardo perduto
per sempre, voglia rivelarci il senso di un'esistenza. Circondato
dalle foto di quelle facce appese alle pareti del mio studiolo
a Cinecittà, ho sentito il bisogno di sviluppare le loro
storie, di curiosare di più nei loro rapporti, di aggiungervi
amici, parenti, nuove conoscenze e inventare nuove situazioni;
insomma, di fare anch'io il viaggio con loro. Perchè il
film è la storia di un viaggio, un viaggio per mare, per
compiere un rito, un viaggio che si suppone sia avvenuto sessant'anni
fa alla vigilia dello scoppio della prima guerra mondiale. Adesso
il film è finito. Qualche amico, vedendolo, mi ha detto
che è un film terribile. Forse ha detto così per
farmi piacere, perchè credo che un autore si senta sempre
lusingato quando gli dicono che ha fatto qualcosa che fa paura.
A me non sembra così. Mi sembra invece un film allegro,
un film che fa venir voglia di farne subito un altro.
Federico Fellini
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