Tratto da
testi delle opere liriche di Andrea Zanzotto
Produzione
Rai Radiotelevisione Italiana, Vides Cinematografica, Gaumont, Films
A2, S.I.M. Spa
Distribuzione
Gaumont
Regia
Federico Fellini
Soggetto Tonino
Guerra Federico Fellini
Sceneggiatura Tonino
Guerra Federico Fellini
Attori Freddie Jones - Orlando Barbara Jefford - Ildebranda
Cuffari Victor Poletti - Aureliano
Fuciletti Peter Cellier - sir Reginaldo
Dongby Elisa Mainardi - Teresa
Valegnani Norma West - lady Violet
Dongby Paolo Paoloni - maestro
Albertini Sarah Jane Varley - Dorotea Fiorenzo Serra - il granduca Pina Bausch - la principessa Pasquale Zito - il conte
Bassano Linda Polan - Ines Ruffo
Saltini Jonathan Cecil - Ricotin Maurice Barrier - Ziloev Fred Williams - Sabatino
Lepori Domenico Pertica - pastore
luterano Colin Higgins - capo polizia Elisabeth Kaza - produttrice Philip Locke - il primo
ministro Alessandro Partexano - ufficiale
di bordo Janet Suzman - Edmea Tetua Antonio Vezza - comandante
nave Vittorio Zarfati - secondo
maestro Umberto Zuanelli - primo
maestro
Fotografia
Giuseppe Rotunno
Musiche
Gianfranco Plenizio
Montaggio
Ruggero Mastroianni
Scenografia
Dante Ferretti
Costumi
Maurizio Millenotti
Trama
"Il film è la storia di un viaggio, un viaggio per mare,
per compiere un rito, un viaggio che si suppone sia avvenuto sessant'anni
fa, alla vigilia della prima guerra mondiale". Così,
molto dimessamente, Fellini presenta il suo film: "E la nave
va". Siamo infatti nel luglio 1914. Il piroscafo "Gloria
N" sta per salpare dal molo n. 10 di un porto italiano. E'
una crociera omaggio-funebre alla cantante dalla voce divina Edmea
Tetua, le cui ceneri saranno disperse sul mare, nei pressi dell'isola
Erimo, dove la cantante è nata. Ci troviamo così sulla
nave con un campionario di varia umanità: cantanti, impresari,
maestri di canto, direttori d'orchestra, ammiratori, nobili, perfino
un granduca prussiano, Harzock, con la sorella cieca veggente principessa
Lherimia e la loro piccola corte, oltre agli ufficiali e marinai
di bordo. Su tutti aleggia la grande cantante scomparsa, Edmea:
di lei si parla, si tessono elogi, si cerca perfino di evocarla
con una seduta spiritica. Fra questa folla s'insinua, compare e
scompare, il giornalista Orlando, il quale si affanna a raccontare
agli spettatori aneddoti, indiscrezioni, confidenze, presenta i
vari personaggi, con le loro piccole storie e ridicole manie. Tutto
prosegue fra le noie e le varietà del gran mondo, finchè
il piroscafo accoglie a bordo dei serbi, naufraghi, sfuggiti agii
orrori della guerra scoppiata con l'Austria, dopo l'uccisione del
granduca Ferdinando a Serajevo. Il campionario umano della "Gloria
N" si arricchisce del variopinto folklore popolare. Le due
società, nobile e plebea, fraternizzano, finchè compare
la nave ammiraglia austriaca a richiedere la consegna dei naufraghi.
Solo per l'intervento del granduca Harzock è possibile completare
la crociera funeraria e spargere le ceneri di Edmea in prossimità
dell'isola Erimo. Quindi i naufraghi serbi vengono calati nelle
scialuppe per essere consegnati agli austriaci; ma un giovane serbo
lancia una bomba sulla ammiraglia austro-ungarica, la quale scarica
i suoi cannoni sulla nave italiana e la "Gloria N" cola
a picco. L'ultimo saluto agli spettatori lo darà, con uno
sberleffo, il giornalista Orlando, mentre si mette in salvo con
una scialuppa.
Note
Premio David 1984 per miglior film, miglior sceneggiatura (Federico
Fellini e Tonino Guerra), migliore scenografia (Dante Ferretti),
miglior fotografia (Giuseppe Rotunno).