Altri titoli Eboli Christ Stopped at Eboli Le Christ s'est arrêté à Eboli
Durata
160
Origine
Francia, Italia
Colore
C
Genere
Drammatico
Tratto da
romanzo omonimo di Carlo Levi
Produzione
Vides, Rai Tv 2, Action, Gaumont
Distribuzione
Titanus
Regia
Francesco Rosi
Soggetto
Carlo Levi
Sceneggiatura Francesco Rosi Raffaele La Capria Tonino Guerra
Attori Gian Maria Volonté - Carlo Levi Paolo Bonacelli - Don Luigino Malagone Alain Cuny - barone Rotundo Lea Massari - Luisa Levi Francois Simon - Don Trajella Irene Papas - Giulia Luigi Infantino - faccia lorda Francesco Callari - dottor Gibilisco Vincenzo Vitale - dottor Milillo Carmelo Lauricillo - Carmelo, figlio di Giulia Antonio Allocca - Don Cosimino Tommy Polgar - Sanaporcelle Maria Antonia Capotorto - donna Caterina Accursio Di Leo - falegname Pasquale Tartaro - carabiniere Rocco Sisto - uomo con i baffi bianchi Vincenzo Licata - italo-americano Francesco Capotorto - prigioniero comunista Lidia Bavusi - vedova
Fotografia
Pasqualino De Santis
Musiche
Piero Piccioni
Montaggio
Ruggero Mastroianni
Scenografia
Andrea Crisanti
Costumi
Enrico Sabbatini
Trama
1935. Il medico-pittore torinese Carlo Levi, condannato al confino
dalla dittatura fascista, accompagnato da due carabinieri, scende
dal treno alla stazione di Eboli: "Cristo si è davvero
fermato a Eboli, dove la strada e il treno abbandonano la costa
di Salerno e il mare, e si addentrano nelle desolate terre di Lucania.
Cristo non è mai arrivato qui, né vi è arrivato
il tempo, né l'anima individuale, né la speranza,
né il legame tra le cause e gli effetti, la ragione e la
Storia". Il viaggio prosegue in pullman e quindi in automobile.
Raggiunto Gagliano, Carlo inizierà le sue piccole passeggiate
in compagnia del cane Barone. Lentamente prenderà contatto
con la popolazione che finirà per imporre, tanto a lui quanto
al podestà fascista, di esercitare la professione di medico.
Visitato dalla sorella Luisa, prenderà alloggio in una casa
ove lo servirà Giulia. Si darà alla pittura. Scambierà
parole con gli abitanti, con il podestà, con il misterioso
Don Trajella. La conquista dell'Abissinia gli porterà la
libertà. Tornato a Torino carico di ricordi, scriverà
il libro che fa da soggetto al film.
Note
David di Donatello 1979 per miglior regia e miglior film.