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Petrella Guidi
Rocca
Campo dei nomi
"In questo piccolo borgo aggrappato ai monti dove passò
esiliato Dante Alighieri e dove nacquero Uguccione della Faggiola
e Fra Matteo da Bascio, inventore dell’ordine dei Cappuccini,
c’è un prato d’erba quieta sulla quale sono
state posate le lastre di marmo dedicate a Federico Fellini e
Giulietta Masina. Un santuario dove si onorano i nomi di chi ha
regalato all’umanità arte e commozione."
Tonino Guerra
Un santuario di pace per Federico Fellini e Giulietta Masina.
Il poeta ha voluto dedicare loro questo borgo nella valle per
ricordarne i nomi e la memoria. Da qui la denominazione: Il Campo
dei nomi. “Teniamogli compagnia, in questo giardino, con
la nostra fantasia” disse Guerra nel giorno della posa di
due lapidi, era la pasqua del 1994, presenti anche i registi Michelangelo
Antonioni e Wim Wenders. Un anno dopo, dal lavoro di questi registi
e con le indicazioni strutturali contenute nella sceneggiatura
di Guerra nacque il film Al di là delle nuvole.
Le due pietre vedono incise ciascuna una frase. Su quella di Fellini
il poeta ha voluto riportare le parole che il regista gli confidò
due anni prima della morte quando salì a Pennabilli a trovarlo:
“Basterebbe una pietra rettangolare in un prato d’erba
e magari una panca per chi vuole tenerci compagnia”. Accanto,
su quella di Giulietta Masina si legge: “E, adesso per favore
Giulietta smetti di piangere”. E’ ciò che disse
il maestro a sua moglie che non riusciva a trattenere le lacrime
quando a Los Angeles gli fu conferito l’ultimo Oscar, quello
alla carriera. Guerra ha preso in parola l'amico Federico e ha
voluto che tutti leggessero il suo pensiero che sta dentro “un
giardino, non un cimitero”, come ripete sempre e sotto il
quale ha aggiunto: “La valle, Federico, desidera stare vicino
al tuo nome”. A ombreggiare il riposo dei due grandi del
cinema un olmo e un leccio, messi a dimora nella stessa giornata.
L’idea de Il Campo dei nomi Guerra l'aveva coltivata da
tempo. In un manifesto dell’88, considerando la sua avversione
verso i cimiteri italiani pieni di luci e fiori e il bisogno di
ricordare chi non c’è più in modo più
discreto, aveva dato suggerimenti per un Cimitero dei nomi, attraverso
queste parole: “Ecco un’indicazione verso qualcosa
che non esiste o magari vive in un cantone della nostra fantasia.
Già da un po’ di tempo con degli amici stiamo creando
mentalmente un cimitero-giardino; un cimitero senza lumini e senza
mazzetti di fiori e fotografie, un mondo sereno e allegro allo
stesso tempo dove le tombe potrebbero essere rappresentate da
piccoli obelischi o pietre o sassi o magari cespugli di vegetazione.
Potrebbe anche essere un cimitero senza morti, un cimitero di
nomi, perché spesso i nomi e i soprannomi hanno più
resistenza della cenere e soprattutto resteranno come testimonianza
eterna anche quelli che preferendo la terra, dopo vent’anni
vengono rimossi e tolti dagli occhi dei visitatori. Un camposanto
che non deve far paura ma che in qualche modo ci faccia capire
che vivremo più a lungo assieme alla natura che ci circonda”.
Il Cimitero dei nomi finora non è stato realizzato ma Il
Campo dei nomi di Petrella Guidi, lo splendido castello baluardo
del comune di Sant'Agata Feltria sulla sponda del Marecchia, è
un primo esempio di realizzazione di questa singolare fantasia.
Rita Giannini
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