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  Ritratto di Tonino Guerra   Biografia di Tonino Guerra


Tonino Guerra, poeta e sceneggiatore di fama internazionale, nasce a Santarcangelo di Romagna il 16 Marzo del 1920.
Nei primi anni '50 si trasferisce a Roma dove prende avvio la sua folgorante carriera di sceneggiatore. Resta nella capitale fino al 1984 quando fa ritorno in Romagna. Dopo un breve periodo trascorso nella sua città natale sceglie come dimora Pennabilli, nel Montefeltro.
Inizia a comporre versi in lingua romagnola durante la prigionia nel campo di concentramento di Troisdorf in Germania, parte di quelle poesie in lingua romagnola vengono raccolte nel primo libro I scarabocc del 1946, a firma Antonio Guerra con la prefazione di Carlo Bo. Segue la raccolta I bu, con introduzione di Gianfranco Contini, che segna una svolta nella poesia italiana e lo proietta tra i grandi della poesia.
Nella collana "I Gettoni" di Einaudi curata da Elio Vittorini, pubblica nel '52 il racconto La storia di Fortunato.
Le sue prime sceneggiature nascono per i film Un ettaro di cielo, di Aglauco Casadio che uscirà nel 1957 e Uomini e lupi, di Giuseppe De Santis, che uscirà nel 1956.
Da quel momento si dedica con continuità all'attività di sceneggiatore e lavora con i più grandi registi del nostro tempo, tra questi Elio Petri, Franco Indovina, Vittorio De Sica, Damiano Damiani, Mauro Bolognini, Mario Monicelli, Franco Giraldi, Alberto Lattuada, Paolo e Vittorio Taviani, Marco Bellocchio, Francesco Rosi, Federico Fellini, Theo Anghelopulos, Andrej Tarkovskij, Michelangelo Antonioni.
Con quest'ultimo firma nel '59 L'avventura e inizia un sodalizio artistico che continua ancora oggi. Ultimo lavoro insieme l'episodio Il filo pericoloso delle cose del film Eros presentato al Festival di Venezia nel 2004.
Nel 1973 esce Amarcord, vincitore del Premio Oscar, prima sceneggiatura scritta per Federico Fellini, con cui realizzerà anche E la nave va nell'83, Ginger e Fred nell'85. Ma con Fellini lavora anche alla preparazione delle sceneggiature di Prova d'orchestra e Casanova.
Le sue sceneggiature incontrano anche la televisione, che lo vede collaborare al teatro televisivo e ad alcuni sceneggiati.
Intanto continua la sua attività poetica e letteraria che abbraccia anche il teatro: la sua produzione è vastissima, punteggiata dal conferimento di significativi premi, tra cui il Premio Pirandello.
La raccolta I bu (Rizzoli, 1972), curata da Gianfranco Contini, rappresenta la svolta per la poesia dialettale che assume grazie agli stilemi da lui introdotti grande dignità e la nuova dialettalità assurge a lingua della poesia senza più distinzioni né categorizzazioni. Si apre con lui la nuova stagione dei neodialettali, che si congeda da ogni forma di municipalismo. Pubblica con Bompiani, con Rizzoli e dà avvio con Il miele, nel 1981, alla stagione dei poemi pubblicati dalla Maggioli Editore di Santarcangelo, che ristampa anche le sue precedenti raccolte e i racconti.
E' artista a tutto tondo e si dedica alla pittura, alla scultura e all'ideazione artistica realizzando allestimenti, installazioni, mostre, parchi, fontane, in cui trasferisce la sua sconfinata creatività e genialità.
Coronano la sua feconda carriera, carica di tanti prestigiosi riconoscimenti, il Premio De Sica e l'Oscar Europeo del Cinema conferitogli dall'European Film Academy, nel Dicembre del 2002. Nello stesso anno il Presidente della Repubblica lo nomina Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Viene più volte premiato per gli spot pubblicitari ideati in questi ultimi anni, imitatissimo il suo motto sull'ottimismo. Riceve nel novembre 2004 il riconoscimento quale Miglior sceneggiatore europeo, assegnatogli a Strasburgo, capitale della nuova Europa, dall'Unione sceneggiatori europei.

L'Università di Urbino, in cui si laurea in Pedagogia nel 1945, nel 2005 gli conferisce la Laurea ad honorem in Lettere, che va ad aggiungersi a quelle conferitegli in Francia, a Bordeaux, e in Russia, a Mosca e a San Pietroburgo, nazione dove è anche Accademico ad Honorem dell'Accademia degli Artisti e Cavaliere dell'Orden, massima onorificenza russa.
Nel 2010 l'Accademia di Belle Arti di Urbino gli conferisce il prestigioso premio Il sogno di Piero e, il 7 Maggio, a Roma, gli viene consegnato quello che è considerato uno tra i più grandi riconoscimenti cinematografici, il David di Donatello alla Carriera.
E' l'anno in cui compie 90 anni e il genetliaco è accompagnato sia in Italia che in Russia da innumerevoli iniziative a lui dedicate. La personale con la quale gli rende omaggio la sua città natale, Santarcangelo di Romagna, non verrà dimenticata, così la preziosa mostra Tonino Guerra ospite di Raffaello a Urbino, promossa dall'Accademia Raffaello di Urbino, città che da sempre gli vuole restare accanto. E ancora un'altra personale è allestita nel'amata Ravenna bizantina, al Mar, Museo d'Arte della città, intitolata Tonino Guerra poeta pittore. In essa vengono esposte le sue opere pittoriche, con grande attenzione alle prime, rare e inedite. La Galleria Il Vicolo di Cesena gli rende omaggio con un'originale mostra intitolata "90x90" - Pensando a Tonino Guerra, nella quale la direttrice Zattini coinvolge nove artisti e nove poeti chiamati a realizzare ciascuno un'opera rigorosamente nel formato 90 x 90 cm e i poeti nove composizioni di nove versi ognuna.
In Russia è l'Hermitage Museum di San Pietroburgo che gli rende omaggio con un evento dedicato alle composizioni musive, ad un corposo nucleo di acquerelli e al grande libro Il Miele stampato in 5 esemplari che contengono 15 acquerelli originali. Parallelamente, anche Casa Pushkin lo omaggia con una suggestiva rassegna. Mosca lo festeggia ospitando i suoi affreschi a Palazzo Nashokin e con la messa in scena della sua opera più nota, Il Miele, al leggendario Taganka Theatre, guidato da Jury Lubimov. Teatro dove, nel 2007 erano state esposte le sue Lanterne di Tolstoy, sette sculture in ferro dedicate al grande scrittore russo così al Museo Pushkin, che ora strutturano presso il Museo Il Mondo di Tonino Guerra, a Pennabilli, la Galleria dedicata alla figlia Costanza. A San Pietroburgo si tiene l'allestimento delle sue opere grafiche, titolo della mostra Angeli e farfalle, anticipando la realizzazione di un Museo a lui dedicato, nella città-monumento chiamata Kronstadt, ad appena 30 chilometri dalla Venezia sul Baltico, nell'isola di Kotlin, nella parte Est del Golfo di Finlandia. Un altro Museo russo da tempo accoglie le sue opere fuori dall'Italia, si tratta della città-museo di Suzdal, nel cosiddetto Anello d'oro, ad un centinaio di chilometri da Mosca, tra la Moscova e il Volga, dove nel Monastero di S. Salvatore di Eufemio, che fu luogo di prigionia durante la seconda guerra mondiale per tanti italiani del fronte russo, sono esposti pensieri, ceramiche, il grande manifesto del film Nostalghia di Tarcovskji, di cui è stato sceneggiatore, e i suoi tradizionali pastelli, che hanno preso forma proprio nei primi soggiorni moscoviti.
Sempre nel 2010, il 10 novembre riceve il Sigillum Magnum dell'Ateneo Bolognese. A fine anno a Ravenna vengono presentate, nella galleria AMArte, le sue nuove opere, raccolte sotto il titolo La nevicata, in particolare quelle realizzate su lastre in metallo.
La Writers Guild of America West, associazione degli sceneggiatori americani, il 5 febbraio 2011, gli conferisce il Jean Renoir Award, premio alla carriera assegnato in doppia cerimonia tenutasi a (Los Angeles) Hollywood e a New York.
A Marzo la grande mostra Favole di Primavera, curata da Augusto Pompili e Marisa Zattini de Il Vicolo di Cesena, lo celebra in occasione del suo novantunesimo compleanno. E il 19 alla Biblioteca Malatestiana di Cesena incontra i Sindaci della Romagna nei giorni in cui si festeggia l'Unità d'Italia.
E' di queste settimane il suo impegno, in straordinarie e indimenticabili lezioni di sceneggiatura, ad un gruppo di registi e cineasti della scuola di cinema di Mosca, riuniti al Teatro Vittoria di Pennabilli, aperte per sua volontà anche al pubblico.

A cura di Rita Giannini
biografa ufficiale del Maestro Guerra



 


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