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Gli arazzi luminosi
Sono "presenze che parlano dalle pareti" in questo caso
dai sotterranei Gli arazzi luminosi,
nati su disegno del Maestro. Nel museo sono collocati sotto le
sale intitolate La bellezza sotto i piedi.
I disegni sono impressi mediante stampi di legno incisi a mano,
seguendo il tradizionale metodo della stampa su tela, verso cui
il Maestro nutre da sempre grande interesse. Ogni arazzo ha un
nome: La vetrata, L'ocone bianco, Farfalle prigioniere, Le quattro
ochine, Testa fiorita, La venditrice di farfalle, L'animale misterioso,
Il mandolino, La venditrice di candele. Si tratta di "drappi
poetici per tenere compagnia, per riscaldare i nostri pensieri,
per ascoltare le loro favole".
La collaborazione più che fruttuosa con antiche Botteghe
artigianali romagnole ha permesso di avviare una produzione che
spazia dagli arazzi ad oggetti di utilità quotidiana, fino
ai piccoli pensieri in tela dalla foggia originale, ideati in
esclusiva per il Museo.
Da questi sodalizi sono nati numerosi progetti sfociati in altrettante
esposizioni. Come quelle dedicate alle farfalle, alle bambole,
ai fiori della vita di cui alcuni esemplari sono esposti all'interno
del museo. Tra queste le lampade cilindriche, sempre di tela,
con fregi e ghirigori guerriani.
Rita Giannini
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