Nadiani
Giovanni
Poeta,
docente Università degli Studi di Bologna
Cenere
La temperatura globale della Terra s'era alzata ancora nell'anno
appena passato. Febbraio non ne risentiva e scudisciava la coda
dell'inverno come non mai: da settimane i pensieri si congelavano,
appena usciti di casa, nell'aria siberiana che spazzava la marrone
e squadrata piana agroindustriale, un giorno di nuovo sommersa
dalle acque marine. Lontano l'Appennino: pugni chiusi di neve
gelata scintillante. Da quando nell'osteria era stato definitivamente
proibito di fumare, Giona trascorreva in solitario la pausa
pranzo all'aperto, cercando un angolo riparato sotto il loggiato
di Piazza Saffi, nelle mani, fasciate da guanti di lana rossa
a mezzodito, il panino e la "fujaza", il mezzo toscano.
In quell'ora intirizzita si abbandonava al silenzio, sfregiato
solo dal ronzio di una bicicletta o dalla sgassata di un autobus
ATR a metano. Sentì il sole intiepidirgli la faccia e
spingerlo in un vicolo oltre la piazza. Pochi passi e si ritrovò
in una radura: un giardino con alberelli rinsecchiti seghettato
da un canale ristagnante cicche, pacchetti di sigarette appallottolati,
lattine schiacciate, scontrini illeggibili. Una strana scultura
lo chiamò a sé, ancor più la dedica: non
era uno dei tanti monumenti alla memoria di caduti o di grandi
uomini (poche le donne). Si avvicinò alla pietra sfumata
di rosa – certo non marmo di Carrara, piuttosto pietra
di Apricena, ma che ne sapeva lui… Un grande quadrifoglio
dallo stelo troppo grosso, lo sfiorò: emanava un leggero
tepore. Indietreggiò di un passo per leggere: "A
ricordo degli alberi diventati cenere – Tonino Guerra".
Aveva ancora pochi minuti. Spiegò il giornale sul terreno,
si sedette e abbandonò la schiena sulla pietra accogliente.
Tirò a lungo nel toscano, rilasciando lentamente il fumo.
L'ultimo.
(A un maestro della prosa e narrativa
breve)
Naumov
Vladimir
Regista
Sono poche oggi le persone che possono essere definite "uomini
del Rinascimento". Il suo talento artistico e umano, così
completo, forte e incredibile, nel mondo di oggi è come
la scoperta di una nuova stella.
La parola talento si usa adesso molto facilmente e invece rivolta
al maestro Tonino Guerra è una parola giusta e pura.
Ogni incontro con lui, per il mistero della sua fantasia, suscita
in noi la nascita di nuove idee e la spinta a rinnovarci.
Stare con lui ogni secondo significa crescere.
Noi, cineasti russi, da molti anni gli vogliamo bene e ci auguriamo
di averlo con noi ancora tanto tempo.
Nicolini
Flavio
Scrittore,
sceneggiatore, regista
...Tonino ha cominciato a fare arte fin da piccolo rendendo
conto a tutti delle immagini che gli si affollavano intorno.
Della disperazione del mondo ha continuato a cantare serenamente
per suggerire i lampi della felicità misteriosa e nascosta.
Oggi è più felice di ieri, si diverte con piccoli
tocchi di malinconia, riesce perfino ad amare la tristezza.
Qui dove siamo tutti si aggirano le sue infinite immagini di
fantasia.
Se gli capita di camminare nel vento allunga le mani per accarezzarlo.
E' tenero, accorto, pungente anche in poesia. Loda con semplicità
l'aria, l'amore, l'acqua, la luce. Sa raccontare l'arguzia e
il bello insieme. Con i migliori versi della nostra terra continua
a dire che è vivo, e con lui tutti noi: perché
la sua arte è viva…
Pagani
Carlo
Imprenditore,
progettista del verde
…credevo di essere un buon giardiniere, poi ho conosciuto
te e da quel momento i miei giardini si sono arricchiti di pensieri
colorati, frasi, racconti, e mozioni che solo le tue parole
sanno dare.
Grazie Tonino.
Pascucci
Sandro
Direttore
teatrale, sindaco di Longiano
Dedico a Tonino, sapiente immaginifico della nostra terra, questo
frammento della filosofia presocratica: "Il sole è
giovane ogni giorno".
Con i miei più cordiali auguri e gli auguri di un neosindaco
che conta sulla tua fantasia per amministrare nel segno del
bello.
Pedrelli
Sante
Poeta
E' segrét
Tonino, a m'aracmand,
quèst a se gèm tra d' nòun:
ben arivèt i utènta
e bóta sò s'u i n'è,
èinca se crès e' pòil
te nès e t'agli urèci
e tot e' rèst e' cala.
Il segreto
Tonino mi raccomando,
questo lo diciamo tra noi:
ben arrivati gli ottanta
e butta sù se ce n'è,
anche se cresce il pelo
nel naso e nelle orecchie
e tutto il resto cala.
Piano
Renzo
Architetto
Un abbraccio a Tonino Guerra,
amico da lontano, amico da sempre.
Con molto affetto ma anche con molta invidia.
Perché lui è l'architetto dell'impossibile,
io non ci riuscirò mai!
Piccari
Fernando (Nando)
Giornalista,
già assessore alla cultura della Provincia di Rimini
Caro Tonino,
possiedi un dono che è di pochi: saper regalare i sogni,
usando le parole per colorarli ed i colori per dar loro voce.
Camminare nella tua scia ci aiuta così a scoprire le
tante cose del nostro quotidiano a cui solo la capacità
di emozionarci può dare un'anima.
Ti voglio bene.
Piovani
Nicola
Musicista,
autore
Cosa si può dire più di quanto s'è già
detto sulla bellezza del poeta Tonino Guerra che compie 85 anni?
Io l'unica cosa che riesco ad aggiungere è che per me,
nel suo nome e cognome, si è sempre nascosto il suono
della sua emozionante poetica: Tonino (diminutivo infantile
che fa pensare a un ragazzo innocente, vitale e anche un po'
scherzoso) e Guerra, termine terribile che fa rabbrividire e
pensare alle grandi tragedie di sangue.
Ecco, per me in queste due parole accostate c'è la rappresentazione
del suo sguardo quando ci racconta le cose, i fatti grandi,
enormi, con la musicalità ironica di un fanciullo che
non abbassa gli occhi, che anzi li ficca bene dentro i grandi
dolori dell'umanità, raccontandoceli con la grazia della
luce adolescenziale.
Tonino Guerra, un regalo per noi tutti.
Piqueras
Juan
Poeta
Tonino es una matrioska
Así es. Os costará creerme pero es la pura verdad
y tengo que decírosla. Tonino es una muñeca rusa,
una matrioska. He traducido su miel, su poesía entera,
al español, y sé lo que me digo. Tonino Guerra
es un anciano que lleva dentro un joven que lleva dentro un
niño que lleva dentro a su madre que lleva dentro el
mundo con sus volcanes y sus hormigas y un viento que le envuelve
la cabeza cuando camina solo, lleno de todas las edades, a orillas
del Marecchia. Es un viento sólo suyo, que le viene de
dentro como la voz, que le despeina el pensamiento y que se
hace más claro cuando ríe.
Tonino è una matrioska
È così. Farete fatica a credermi ma è la
pura verità e io devo dirvela. Tonino è una matrioska.
Ho tradotto il suo miele, la sua poesia intera, e so quello
che dico. Tonino Guerra è un anziano che porta dentro
un giovane che porta dentro un bambino che porta dentro sua
madre che porta dentro il mondo con i suoi vulcani e le sue
formiche e un vento che gli avvolge la testa quando cammina
da solo, pieno di tutte le età, sulla riva del Marecchia.
È un vento tutto suo, che gli viene da dentro come la
voce, gli spettina il pensiero e diventa più chiaro quando
ride.
Pivato
Stefano
Storico,
preside Facoltà di Lingue e Letterature straniere Università
degli Studi di Urbino
Tonino: "ciak si gira"
Sui banchi di scuola ci hanno insegnato che la poesia comunica
in forma di parola. Vero.
Vero per gran parte dei poeti. Ma non per Tonino.
Quando leggi La farfalla non ti soffermi sul fraseggio: segui
direttamente il battito delle sue ali.
Le sue sceneggiature non sono il canovaccio sul quale il regista
costruisce le sequenze: sono già il film.
Le parole di Tonino non le senti: le vedi.
Poiaghi
Luigi
Artista
a Tonino con affetto.
La pergola di rose
Prima del bianco magari
la tela appesa al chiodo
fisso gli occhi nella trasparenza
Che forma assumeranno mi chiedo
quando parlano i bombardamenti
in fondo ai numeri gli zeri
che colore si disfa nella voce
Proprio io con la mente
sempre in giro povera illusa
a cercare qualcosa
da portare in vita
una radice torturata d'aria
il cuore offeso d'una margherita
Quando sul collo pesa
un alito di guerra
il profumo della terra
il volto il nome di un amico
il gesto la fisionomia
la pergola di rose della sua poesia
Ponti
Carlo, Edoardo e Sophia Loren
Produttore
/ regista / attrice
Carissimo Tonino,
Amico, Maestro, Grande Signore,
un grande abbraccio da una famiglia che ti vuole un bene infinito.
Pound
De Rachewiltz Mary
Poetessa
e scrittrice
Tonino Guerra,
sei voce di pietra miliare
e profilo d'erma.
Un haikai da
Mary Pound De Rachewiltz
Pozzetto
Graziano
Giornalista,
scrittore
Caro Tonino,
gli incontri con la tua poesia, le indignazioni, le rasoiate
al duodeno di certi imbecilli, le fantasie, le creazioni d'arte
e le affabulazioni sono state un fragrante pane montanaro di
paese e "pelle d'oca"
del cuore e dell'anima.
Vita lunga Tonino: almeno altri Mille Mesi!
Ronconi
Rita
Progettista
di interni, designer
Caro Tonino,
auguri di buon compleanno e che "il sogno" non abbandoni
le sue giornate.
Come un grande maestro, regala l'amore e l'energia che conducono
alla propria conoscenza individuale.
Sempre disponibile all'ascolto e generoso nei consigli aiuta
a scoprire il mondo andando "oltre" a ciò che
l'occhio vede.
…"purtroppo, dovrò esserle riconoscente per
tutta la vita."
Con grande affetto
Rondi
Gian Luigi
Critico
cinematografico
Tutte le volte in cui penso a Tonino Guerra come scrittore per
il cinema (non come poeta in lingua o in dialetto, non come
pittore), gli penso sempre vicini quattro nomi: Antonioni, Fellini,
Rosi, i Taviani.
Nomi, fra i maggiori del nostro cinema, che di solito annientano
chi collabora con loro e che invece, con lui, non solo non hanno
mai prevaricato (si ricordi il difficile binomio De Sica - Zavattini)
ma si sono sempre arricchiti nell'ambito di una perfetta comunicazione
di poetiche diverse eppure simili, poi limpidamente assimilate.
Antonioni, Fellini, Rosi, i Taviani. Nessuno l'un l'altro comparabile,
tutti così collegati con lui da essere tutt'uno con la
sua poetica, ma lui (ecco il momento magico di queste collaborazioni)
restando lui e loro restando loro.
Antonioni con l’incomunicabilità dei Sessanta e,
negli Ottanta, con le sue ricerche sul "pianeta donna".
Rosi con le passioni che Antonioni escludeva (o circoscriveva)
e con le dilatazioni che l'altro condensava fino allo scarno
e al nudo.
Mentre Guerra, soprattutto con Rosi, restava sempre fedele a
sé stesso anche quando gli impegni civili urgevano e
i sentimenti si affacciavano prepotenti a chiedere spazio (Uomini
contro, Il caso Mattei, Lucky Luciano, Cristo si è fermato
a Eboli, Cadaveri eccellenti).
La polemica politica e sociale sono riusciti a portarla avanti
con una voce sola, Rosi con l'ode, Guerra con la riflessione,
trasmettendosi a vicenda il calore là dove serviva, il
rigore là dove andava temperato con il calore. Senza
nessuna paura, al momento in cui il sentimento dilagava (in
Tre fratelli, ad esempio) di aprirgli tutti i varchi, ma alla
luce di un modo nuovo di piangere in cui anche il pianto aveva
radici nell’estetica e non nei visceri.
E così il "mago" Fellini: uno tutto fantasia
e immaginario, l'altro, nella sua poetica, attento al vero,
con ritmi sempre a misura d’uomo. Se c'era però
da ricordare le comuni radici emiliane, ecco i due universi
(Amarcord) trasformarsi quasi in uno solo, con vibrazioni identiche,
il reale che diventava immaginario, il sogno che partiva sempre
dal concreto. Le facce, i caratteri, i luoghi, la tenerezza
e l'ironia, la nostalgia e la beffa: nel film avevano la firma
di Fellini ma si intonavano sempre alla musica di Guerra, sia
alla sua petite musique sia alla grande. Con il magico che diventava
poetico, la cronaca sollevata fino al verso, l'io di una memoria
personale trasformato nell'io di una sottile operazione letteraria.
Potrei dire quasi lo stesso per l'incontro di Guerra con i Taviani
ne La Notte di San Lorenzo, il passaggio sfolgorante dal neorealismo
di un tema a una sua rappresentazione in cifre di musica e di
favola.
Dal tutto oggettivo al tutto soggettivo, con una impennata,
mai tentata prima, della cultura volta a rinnovarsi.
Il segno più tipico del "poeta" Guerra.
Rosi
Francesco (Franco)
Regista
Caro Tonino,
non tutti sanno che sceneggiare è parlare, parlare e
parlare (e scrivere), costruire poco a poco ciò che si
vuol dire con un film, dare una struttura a ciò che uno
inventa, che estrae da un libro, dalla memoria, dal contatto
con la vita. Ed è un piacere, sempre, malgrado le tribolazioni
della creatività. Abbiamo tribolato molte volte assieme,
ma ci siamo sempre divertiti. A Roma, a Napoli, a Milano, in
Russia, in Spagna, in Jugoslavia, a New York, in Sicilia, a
Matera, a Sant'Arcangelo e a Pennabilli, o ... per telefono.
Come non tutti sanno le sceneggiature si fanno anche per telefono.
E ora che è passato tempo e tu vivi a Pennabilli, è
per telefono che ricordiamo momenti, luoghi, fatti che un film
rende mitici perché un film è un mito, e i ricordi
si accumulano e poi viene il momento che escono fuori e li rivivi
come fosse ieri.
Eravamo al telefono, giusto ieri, e parlavamo della Lucania,
la terra della quale mi innamorai da girarci tre film; di Craco,
il paese che scoprii in cima a una montagna arroccato come un
nido d’aquila, devastato da una frana, dove ambientai
buona parte del mio Cristo s’è fermato a Eboli
ventisei anni fa, e dove è tornato Mel Ginson a girarci
il suo. Ti portai in giro come Carlo Levi appena arrivato da
Torino, e come lui sei rimasto ancora impressionato dai nastri
del lutto sbiaditi dal sole sulle porte delle case diroccate
che il vento sbatteva con un rumore lugubre nel silenzio del
paese disabitato.
Pennabilli è un po' lontano. Una favola, il posto per
te: chi non conosce la vostra casa, tua e di Lora, dovrebbe
vederla per capire come malgrado tutto, si possono strappare
delle ore di serenità a vivere in un quadro del Rinascimento.
Lunga vita, carissimo Tonino, con buona salute, e che la linfa
poetica scorra sempre fluente nelle tue vene a portare dolcezza
e passione al tuo cuore perché si facciano parola, musica
di un verso, immagine nella quale ritrovare un mondo.
Un abbraccio forte,
tuo Franco
Roversi
Roberto
Poeta
Tonino Guerra è sapiente?
Sì, è gioiosamente sapiente.
Tonino Guerrra è vecchio?
No, è gioiosamente giovane.
Tonino Guerra non ha le mani
ha gli occhi.
Con gli occhi, che sono il suo cuore,
dipinge ogni giorno il mondo
i muri della nostra vita
e fa - il mondo e la vita - nuovi.
Egli ha nascosto in caverna,
un alambicco pieno di fuoco incalzante
così che gli basta una notte
o un giorno
o anche un'ora
per sfornare oro zecchino
e con questo comperare, sia pure per un attimo,
il paradiso in terra.
Inventore di ombre, di soli, di erbe
distilla alchèrmes stregato
per vincere il dolore
e rendere meno faticosa, e più degna,
la speranza.
Rotondi
Terminiello Giovanna
Docente
Università degli Studi di Genova, già Soprintendente
ai beni artistici della Liguria
Ottantacinque...mila auguri, ricchi di riconoscenza,
a Tonino che, con il suo contagioso amore verso la Bellezza
(stimolato in origine da chi è stato suo e mio maestro)
e con le sue poetiche, esaltanti scoperte del valore dei sentimenti
e delle cose "elementari", mi fa sentire più
ricca della grazia di vivere.
Rui
Oliveira Mário
Sacerdote,
poeta
AS PRIMEIRAS PALAVRAS DE TONINO GUERRA
Não esperávamos encontrar Tonino Guerra. Quando
chegámos o fim da tarde apoderara-se já do Vale
Marecchia.
Estranhamente havia ruído na cidade. Era Junho, e a razão
para uma presença inusual de tantos forasteiros era o
II Encontro Anual dos Artistas de Rua. A nossa preocupação
foi, porém, descobrir o "jardim dos frutos esquecidos",
o pequeno museu de sabores, como
diz Tonino, para nos fazer tocar o passado.
Este encontro seria já suficiente, não teríamos
corrido em vão. Mas o dia era de sorte.
Entrámos na pequena loja Il bosco dei Regali e inquirimos:
"conhece Tonino Guerra?"
Segue-se uma resposta feliz:
«"claro, somos amigos! E se quiserem cumprimentá-lo
têm apenas de esperar uns minutos, pois chegará
em breve".
Nada nos faria abandonar aquele lugar.
Vimo-lo, pouco depois, no meio da população. A
primeira a chegar à loja foi Lora. Olhos verdes da Rússia.
Foi ela que nos apresentou a Tonino. Quase pensei que o encontro
acabaria ali.
Lembrei-me de lhe dizer:
"Tonino, gostaria de traduzir os seus livros".
Ele pareceu desinteressado como só as crianças
terríveis e doces o são.
Revelei-lhe a nossa identidade.
Sorriu uma vez mais.
E estas foram as primeiras palavras que nos disse:
"Quantas vezes pecam ao dia?".
LE PRIME PAROLE DI TONINO GUERRA
Non speravamo di incontrare Tonino Guerra. Quando siamo arrivati
il tramonto dominava già sulla Val Marecchia.
Stranamente c'era un rumore in città. Era Giugno, e il
motivo per una presenza inusuale di tanti forestieri era il
secondo Incontro Annuale degli Artisti di Strada.
La nostra preoccupazione fu, però, scoprire il "Giardino
dei frutti dimenticati", il piccolo museo dei sapori, come
dice Tonino, per farci toccare il passato.
Questo incontro sarebbe stato già sufficiente, non avremo
fatto questo viaggio invano. Ma era una giornata fortunata.
Entrammo nel piccolo negozio Il bosco dei Regali e domandammo:
- "Conoscete Tonino Guerra?". Seguì una risposta
felice:
- "Certo, siamo amici! E se volete salutarlo dovete attendere
soltanto un attimo, perché arriverà tra poco".
Niente ci avrebbe fatto allontanare da quel posto.
Lo abbiamo visto, poco dopo, in mezzo alla gente. La prima ad
arrivare fu Lora. Occhi verdi della Russia. È stata lei
a presentarci a Tonino. Quasi pensai che tutto finisse lì.
Ho pensato di dirgli:
- "Tonino, vorrei tradurre i suoi libri".
Lui sembrò disinteressato come solo i bambini terribili
e dolci sono.
Gli ho rivelato la nostra identità. Lui sorrise di nuovo.
E queste sono state le sue prime parole: "Quante volte
peccate al giorno?".