Amati
Ugo/Simona Rinciari
Psichiatra,
scrittore / artista
Nella serie numerica di Fibonacci non figura 85. Nemmeno 80.
C'è 89 che è vicino a 90, legato alla paura. E se c'è una paura
che tormenta Tonino, è la paura della morte.
Non c'è vegliardo eremitico della Valmarecchia che l'uomo non
abbia ascoltato su questo tema.
Nel frattempo egli rinasce immortale ogni 16 marzo cullato come
un bimbo dagli amici.
Sfrontato come solo un poeta sa essere. Come l'erba che buca
l'asfalto più duro, Tonino, alla vigilia della primavera, riappare,
lucertola al sole, sui sassi di Pennabilli.
Trionfo della vita, del calore, dell'amicizia.
Anghelopulos
Theo
Regista
La parola che cercavo
Ricordo ancora quel pomeriggio a Roma quando incontrai Tonino
nel suo appartamento a Piazzale Clodio.
Tarkovskij me ne aveva parlato molto bene.
Ci demmo la mano. Ci guardammo.
Ci sono incontri nella vita che, senza capirlo e senza sapere
perché, sono determinanti.
Incontri qualcuno, lo guardi negli occhi e improvvisamente sei
sicuro di conoscerlo da tempo. Quasi da sempre. Il suo sorriso,
le sue parole ti sono familiari, come se appartenessero ad un
linguaggio comune. Uscimmo sulla piccola terrazza, mi parlò
delle piante nei vasi, gli parlai del "Viaggio a Citera".
- Ah! Il viaggio dell'amore, disse.
- E della morte, aggiunsi io.
Giocammo con le parole senza volerlo. All'improvviso cadde qualche
goccia di pioggia. Sorrise ancora.
- So che la pioggia ti piace.
- Sì.
Cominciai a parlargli del mio progetto per la sceneggiatura
del "Viaggio a Citera". Ascoltava come un bambino.
Ma arrivato al punto in cui il vecchio ritorna dopo trent'anni
di esilio e rivede sua moglie che lo aspetta davanti alla porta
di casa, mi fermai. Non riuscivo a trovare la prima parola,
le prime parole che gli avrebbe detto la donna dopo trent'anni.
Tonino si alzò con una improvvisa luce negli occhi.
- Hai mangiato?
- Cosa?
Non avevo capito. Tonino sorrise.
- Hai mangiato? ripeté. - Questo mi chiese mio padre quando
tornai a piedi dai campi di prigionia in Germania nel '45.
- La parola che cercavo.
A quel pomeriggio seguirono altri pomeriggi.
A Roma, a Santarcangelo, a Pennabili, a Mosca, a San Pietroburgo,
a Salonicco. Ventitré anni.
Ora, il 16 marzo Tonino compie 85 anni.
Ma per me continua ad essere incredibilmente giovane.
Ha soltanto ventitré anni.
Antonioni
Enrica e Michelangelo
Registi
Ogni volta che nomino Tonino c'è una risata negli occhi di Michelangelo.
Si aspetta che gli racconti quello che Tonino ha combinato,
sempre qualcosa di straordinario.
E' tutto quello che hanno passato insieme che ha dello straordinario.
Viaggi, continenti, deserti, montagne, mari, incontri, giochi,
partite giocate all'ultimo sangue, mangiate, amori, film, successi,
disgrazie, onori, dolcezze, tristezze.
E sono ancora pronti, l'uno a raccontare, l'altro ad ascoltare.
Arcangeli
Bianca
Artista
Non essere triste
Caro Tonino, auguri, auguri affettuosi per il tuo compleanno!
Ma non sentirti triste per compiere gli 85 anni! Io ne ho già
qualcuno più di te e ti assicuro che alla tua età mi sentivo
ancora capace di fare il salto in alto "all'americana"; quel
salto che tante volte avevo dovuto eseguire in gioventù quando
partecipavo alle gare ginniche in rappresentanza del mio istituto
scolastico…
Non essere triste. Tu ci hai donato dei capolavori. Chi avrebbe
saputo, se non tu, infondere tanta forza umana a versi così
semplici come quelli de I bu? E' una forza che ti prende e va
in profondità per non abbandonarti più. Anche i miei fratelli
ti hanno ammirato molto.
Quando gli amici romagnoli mi hanno telefonato in questi giorni,
io stavo scrivendo appunti su mio padre. Mio padre che era un
romagnolo come te; aveva avuto una infanzia sfortunatissima;
era molto intelligente e aveva una rara capacità umoristica.
Nella mia mente, a volte vi ho accomunati. E mi sono ricordata
di quella tua massima che appare su una parete di un albergo
santarcangiolese, dove io fui qualche anno fa: "Se noi imparassimo
a parlare, gli animali ci capirebbero meglio". (Spero di averla
ricordata esattamente).
Sono certa che anche a mio padre sarebbe
piaciuta molto.
Avati
Pupi
Regista
Una sorta di pudore mi ha impedito da sempre di chiedere a Tonino
di essermi complice in qualche avventura cinematografica.
Lo considero non solo il più significativo sceneggiatore del
nostro cinema ma, soprattutto, un grandissimo cantore della
nostra terra e della nostra gente.
Baldini
Raffaello (Lello)
Poeta
Anche il tramonto ha i suoi colori.
Ci sono tramonti molto più colorati delle albe.
Il tuo è uno di questi.
Auguri carissimi.
Baldassari
Tolmino
Poeta
Per gli 85 anni di Tonino Guerra.
Sono ottantacinque che contano, che restano, perché hanno lasciato
un segno. Segno di poesia che è segno di vita.
Mi ha fatto credere nella poesia in dialetto, quando pensavo
che il Novecento (e particolarmente quello romagnolo) non ne
potesse più creare. Ma non sapevo, non avevo ancora letto I
bu.
E fu stupore, illuminazione.
E porto sempre dentro lo straniamento de
La fein dè mond
A ròdi mi carétt
a ‘à s’è farmè,
a ‘l pépi ad tèra còta
a ‘l s’è brusé la saira
a fè la vegia tra i paier;
i méur i è vécc
al crépi al vén d’in zò
com’è di fòlmin.
E’ ciòd dla méridièna
l’è caschè.
La Fine del mondo / Le ruote dei carretti / si sono fermate,
/ le pipe di terra cotta / si sono bruciate la sera / a vegliare
tra i pagliai; / i muri sono vecchi / e le crepe vengono giù
/ come dei fulmini. / Il chiodo della meridiana / è caduto.
Barkin
Sergej
Artista,
scenografo
Nella casa e nel giardino e dappertutto c'è l'infinità
delle cose semplici e interessanti grandi gabbie senza uccelli,
ma piene di giocattoli popolari russi di argilla.
Tonino vuole bene alla Russia.
L'Orto dei Frutti dimenticati dagli italiani.
Tonino adora la natura.
Vicino c'è una chiesuola dedicata a Tarkovskij.
Tonino ha l'ammirazione per Tarkovskij.
Il Santuario dei Pensieri.
Tonino ama l’oriente.
Quadri e pastelli di De Chirico, Antonioni, Hamdamov e di Tonino
stesso, ceramiche e mosaici colorati e semplici vecchie tegole.
Tonino è un artista.
Tappeti siusanè, le stoffe orientali.
Tonino è un orientalista.
Tantissimi libri e manoscritti.
Gli occhi si perdono nel mondo di Tonino.
Grazie Tonino per le favole che regali a tutti.
Bellosi
Giuseppe
Poeta
A m'arculd, a n'm'arculd
Adës ch'a j ò al mâ’ alziri e ch'a j
ò puch
pinsir, a m'abandoñ a gvardê al foi
zali, d'là da la mura, e la zent ch'pasa,
un gat int e' sintir, ch'a n'a' so brisa
s'a l'vegh o s'a m'arculd ch'a l'épa vest.
E cla finëstra da e' scuret avért,
coma una fri int e' bur. A n'm'arculd piò,
mo u m'pê ch'e' fos un docmazdè d'istê.
Mi ricordo, non mi ricordo
Adesso che ho le mani leggere e che ho pochi / pensieri, indugio
a guardare le foglie / gialle, oltre il muro, e la gente che
passa, / un gatto nel sentiero, e non so / se lo vedo o se mi
ricordo d’averlo visto. / E quella finestra dallo scuretto
aperto, / come una ferita nel buio. Non mi ricordo più,
/ ma mi sembra che fosse un pomeriggio d’estate.
Berti
Gian Luigi
Artista,
scrittore
Omaggio a Tonino Guerra
Dalla poesia all'arte pittorica, dalla esperienza cinematografica
alla letteratura specie dialettale Tonino Guerra ha spaziato
ovunque: è perciò arduo racchiudere in poche righe
la multiforme sua genialità creativa. E bisogna tuttavia
riconoscere che egli rappresenta una figura intellettuale che
riunisce ed esprime i valori e gli slanci della più pregevole
e cospicua versatilità di produzione del nostro tempo,
realizzando una ammirevole e rara sintesi di pensiero culturale,
artistico e letterario. Ha costruito le sue opere con garbo,
e, a volte, con malcelata ritrosia, eppure con stile e alta
avvenenza artistica.
Nel leggere le sue opere, nel guardare i dipinti, si avverte
sempre un sorprendente senso di meraviglia: la sua meraviglia
che si trasmette con ironia burlesca nell'animo di chi le legge
e le osserva fino a toccarlo nell'intimo. Invero i suoi scorci,
le sue figure, le sue intuizioni letterarie esprimono, in luce,
quadri e quadretti di vita vera e umana anche se, spesso, ironica
e duramente vissuta. E il riflesso spontaneo di aver superato
tante prove della vita si legge e si avverte quando gli accade
di gioire davanti a un raggio di sole che accarezza un albero,
illumina una piazza, esalta una collina o lambisce al tramonto
un orto pieno di fiori e di mandorle.
Bertolucci
Bernardo e Claire
Registi
Caro Tonino,
ecco che il giorno in cui Clare e io possiamo ringraziarti di
tutto. In tempi in cui ci sono tanti poeti ma poca poesia, tanti
film ma poco cinema, vogliamo ringraziarti per tutta la poesia
che c’è nei tuoi film e per tutto il cinema che
c’è nella tua poesia.
E per come ci hai fatto da guida a Mosca più di vent’anni
fa. Alla stazione da cui partono i treni per Vladivostok, tra
gli altri, c’era un vecchio con una gabbietta piena di
uccelli, come la tua gabbietta piena di poesie d’amore.
Non abbiamo ancora capito se tu ci offrivi tutti quei personaggi
notturni in partenza o se eravamo noi due che tu offrivi a loro.
Con tanto affetto
P.S. Scoprire che siamo nati nello stesso
giorno è il regalo più allegro che mi hanno fatto.
Biagi
Enzo
Giornalista,
scrittore
Tanti auguri, Tonino e avanti che siamo in testa!
Biondi
Fabio
Regista,
direttore artistico
Caro Tonino,
ti regalo un gomitolo di spago per far volare sempre più in
alto il tuo aquilone, magico e potente. Per giocare e per vivere.
Bordoni
Isabella
Poetessa,
regista, attrice
Più prossimi al silenzio che alla parola.
Poi circoscritti in un'ansia che vorrebbe nominare
- se solo sapesse come
con parole affilate la consonanza dei respiri -
come lingue e battute appena accennate
come senso non rivelato
ma se solo sapesse come
una carezza talvolta basterebbe,
una carezza - dicevo - basterebbe,
se le mani sapessero come sapessero solo
sussurrare conforto.
Bravura
Marco
Artista
E' facile
lavorare con te, Tonino, facile come amare quando si è innamorati.
Ogni volta che mi racconti i tuoi progetti, vedo così bene quello
che ancora non c'è,
che poi mi innamoro e tutto diventa facile.
E' difficile
lavorare con te, Tonino: prima mi mostri un orizzonte
poi me lo sposti sempre un po'
più in là.
Ti voglio bene.
Brevini
Franco
Critico,
docente Università degli Studi di Bergamo
Un giorno, passeggiando per Santarcangelo, Tonino Guerra mi
raccontò del telegramma inviato a Gianfranco Contini.
Aveva appena letto la stravagante prefazione che il critico
aveva steso per I bu. Occorreva ringraziarlo, ma come farlo
senza scadere nel servilismo?
Il giorno dopo sulle striscioline di carta da telescrivente
incollate sul caratteristico modulo giallo del telegramma Contini
lesse queste parole:
- "Pazienza! Dovrò esserle riconoscente per tutta la vita".
Pare che lo stesso Contini a chi gli chiedeva come avesse risposto
Guerra, dicesse:
- "Mi ha spedito un telegramma".
E aggiungesse con il suo sguardo ironico:
- "E' stato all'altezza".
E noi cosa possiamo dirti, caro Toni, osservando le coste dei
tuoi libri allineate negli scaffali? Forse:
- "Pazienza, anche a noi toccherà esserti riconoscenti".
Per cosa? Per un sacco di cose. In primo luogo perché ti dobbiamo
l'immagine della Romagna, che hai tratteggiato in Amarcord anche
a favore della gente comune. Il nonno perduto nella nebbia,
l'uomo sull'albero che grida "Voglio una donna!" (prelevato
da una tua poesia dei Bu, E' gat sòura e' barcòcal), il motociclista
che corre silenzioso nella notte attraverso le strade del borgo,
sono tutte tue riconoscibilissime invenzioni, ormai inseparabili
da quel mondo stralunato e cordiale che è la Romagna.
Ma ti dovremo essere riconoscenti anche per aver fatto nascere,
con il mirabile risultato dei tuoi versi, la grande poesia romagnola
contemporanea, che esce quasi tutta da una tua costola. E ancora
per avere arricchito il secondo Novecento di alcune memorabili
raccolte, che hanno contribuito ad assegnare alla poesia in
dialetto il posto di primo piano che oggi occupa.
Quando ci siamo visti l'anno scorso a San Felice sul Panaro,
in Emilia, mi hai raccontato lo spot pubblicitario che avevi
proposto, ma che l’agenzia di comunicazione della catena di
store di elettronica ti aveva bocciato. Uno spot, questo sì,
con il tuo inconfondibile imprinting. Anche in questo caso urlavi
il solito slogan:
- "L'ottimismo è il sapore della vita!". Poi, allargando
il campo, la camera rivelava che ti trovavi a Mosca, sulla Piazza
Rossa. Era a quel punto che tu, malizioso e imbarazzato davanti
al Cremlino, aggiungevi: - "Quasi sempre!".
Bulbi
Massimo
Presidente
Provincia di Forlì Cesena
Il Poeta è l'anima di un popolo che si manifesta in versi.
E' colui che sa esprimere con immagini che si vedono solo con
l’emozione quanto di più profondo fa di noi quello che siamo.
Tonino Guerra spesso mi è apparso pensoso e riflessivo, come
immerso in una dimensione fatata e ha ricavato da essa, per
tutti noi, un mondo di colori e di sensazioni che hanno reso
più bella la nostra esistenza.
Gli auguro di cuore ancora tanti anni di ricerca di queste ineffabili
dimensioni e lo ringrazio per quelle che ancora a lungo vorrà
donare a ciascuno di noi.
Calandrella
Umberto
Prefetto
di Ravenna
Caro Tonino, hai compiuto 85 anni, ma non li dimostri affatto.
Anche se ti ho conosciuto da pochi anni nella nostra Rimini,
la tua sensibilità, la tua ironica simpatia e la romagnolità
mi hanno colpito immediatamente.
L'amicizia di cui mi onoro mi consente di abbracciarti affettuosamente
mentre stai spegnendo un numero imprecisato di candeline con
un unico soffio.
Auguri!
Campana
Augusto junior
Agricoltore
Quand ch'a faséva i palunzèin me nès
e ch'a tirèva la còuda me gat
a séra pécal mo pécal da fat
che a prèima vésta t'a n m'u n' févi chès.
da "Agli óchi dla Chèca"
Non ero molto più grande di quel bambino quando, emozionato,
di fronte a un pubblico di "grandi", recitai questa
poesia sul terrazzo della casa dei miei a Santarcangelo.
Era il mio primo incontro con Tonino poeta.
Ricordo tutto, le prove di recitazione e la mimica che accompagnava
la poesia. Potrei rifare gli stessi gesti, gesti che lo stesso
Tonino mi aveva suggerito: "Così si tira la coda
al gatto!"...
Quella poesia mi assomigliava per quello che potevo sentire
a quell'età: "...e basta sa sti cmand" (...basta
con questi comandi) e via a correre dietro alle oche per poi
tornare spaventato da quella prima incursione nel mondo affascinante
ma pericoloso della libertà.
Da allora non ho mai smesso di amare le poesie di Tonino, tanto
più perché ascoltandole o leggendole, torno un
po' a quel pomeriggio a casa, a me ragazzino, al mio momento
di gloria, agli applausi benevoli degli amici.
Tonino, un poeta. Un amico caro di tutta la vita.
Agli óchi dla Chèca è l'unica poesia che
io ricordi a memoria dal principio alla fine fra tutte quelle
che poi mi hanno costretto a studiare negli anni di scuola.
Cesari
Luca
Scrittore,
estetologo
haikai televisivi
Non ci vuol molto a capire che tutto ciò che si cita come esemplare
in Tonino Guerra discende dal piacere e dal potere del racconto.
Dalla più breve poesia de I bu al più lungo poema, al più immediato
spot televisivo. Tonino che racconta in televisione la favola
di un angelo poco normale, con i baffi, che anziché stare in
cielo scende in terra per dar da mangiare ad uccelli impagliati
che un bel giorno si mettono a volare, e ce lo mostra con le
tecniche dell'animazione davanti ai nostri occhi, è un Tonino
che riesce a tradurre lo stesso carattere magico che ha ispirato
il testo poetico da cui trae l'argomento.
La stessa oculata regia delle immagini, la stessa atmosfera
da haikai colta in un haikai televisivo.
Si rinnova insomma quello che scriveva Italo Calvino al tempo
dell'uscita de Il Miele.
Tutto in lui è potere di racconto. E in ogni verso, lui lo si
coglie nell'atto e nel prestigio del narratore. E questo racconto,
che è in sostanza la lingua del mondo, è attraversato dal brillio
dell'immediato visibile. Ma un tale brillio coincide con ciò
che Baudelaire intendeva per natura del genio, cioè "l'infanzia
ritrovata". Una espressione che non so quante volte esce
dalla bocca di Tonino, figurando quasi una frase che egli ha
fatta apposta per sé, tanto pienamente s'accompagna alla sua
intenzione generale di poesia.
Non sono d'accordo, in questo senso, con chi ha sgradito il
debutto di Guerra nella pubblicità, pur ricordando un gustoso
"fulmine" di Nico Orengo, su "Tuttolibri"
(I poeti che spot, 25 agosto 2001), che in fondo è un suo estimatore.
Vi è molta più somiglianza con la poesia di quanto non si creda.
Le sue tecniche possono far da tramite alla favolistica comparsa
dell'"infanzia ritrovata".
Il discorso vale anche per i media diversi dalla parola toccati
dalla lunga creatività di Tonino Guerra, entrati magari con
più disagio nella visione dei classificatori che non sopportano
il passaggio dell'autore da un genere all'altro: dal disegno
al cartone animato.
Media o new media (perché no?) che hanno a reciproca base il
rapporto unitario con la parola e il racconto.
Ciampi
Carlo Azeglio
Presidente
della Repubblica Italiana
Illustre Maestro,
Le giungano auguri cari e cordiali per i suoi ottantacinque
anni.
Con la sua prestigiosa attività di poeta e narratore
e di grande sceneggiatore, lei ha saputo offrire una testimonianza
di ricchissimo talento, alimentato dal suo profondo attaccamento
alle antiche radici romagnole.
Suggestioni ed emozioni che si sono riflesse in tutte le sue
opere, dal cinema alla letteratura.
Ancora auguri.
Cofferati
Sergio
Sindaco
di Bologna
Caro Tonino,
i vent'anni ti danno energia e i molti, molti mesi la saggezza.
Della tua voglia di fare è piena di tracce la tua terra
vasta, dalle rive del Marecchia a quelle della Neva.
Della tua saggezza abbiamo bisogno tutti noi che ti vogliamo
bene. Auguri a non finire.